Villa Visconti Venosta chiusa: la Soprintendenza chiarisce
«I due Istituti, in maniera congiunta ed in perfetto accordo, hanno messo ben più di un dito nella vicenda. Non tanto e non solo perché è di competenza delle stesse autorizzare e controllare qualsiasi intervento debba essere eseguito su beni sottoposti a tutela monumentale quali la villa in questione e il suo ricchissimo patrimonio mobile, quanto innanzitutto perché le stesse si sono attivate negli anni scorsi per reperire parte dei finanziamenti necessari per l’esecuzione dei lavori».
Con un comunicato congiunto Silvia Zanzani, funzionario per la Provincia di Sondrio della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano, e Cecilia Ghibaudi funzionario per Provincia di Sondrio - Alta Valtellina della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici di Milano, intervengono sulla chiusura della villa Visconti Venosta di Grosio ormai da tre anni.
«D’intesa con la precedente amministrazione comunale, con finanziamenti pubblici e della Banca Popolare di Sondrio, è stato restaurato l’archivio fotografico Visconti Venosta, mentre i laboratori della Soprintendenza di Brera hanno direttamente restaurato due preziosi dipinti su tavola del Trecento e Quattrocento, nonché due manufatti in seta ricamata sette-ottocenteschi, tutti appartenenti agli arredi e alle collezioni della villa – dicono Zanzani e Ghibaudi -. Spiace evidenziare che i dipinti e i manufatti ricamati giacciono ancora nei depositi milanesi perché l’attuale amministrazione comunale, ripetutamente sollecitata nei mesi scorsi tanto dalla Soprintendenza quanto dal prefetto di Sondrio, non si è ancora attivata per il loro ritiro e nemmeno ha considerato l’offerta del Museo Civico Valtellinese di Sondrio – interessata dai funzionari del Ministero – di prenderli in temporanea custodia».
Quanto alle opere più strettamente di carattere edilizio, la Soprintendenza per i Beni Architettonici conferma di aver sollecitato da più di un anno la presentazione di un progetto complessivo riguardante anche le destinazioni d’uso del piano terra del complesso (dove troverà posto una moderna biblioteca) e, soprattutto, approfondimenti e proposte in merito alla risoluzione di problemi strutturali che si sono evidenziati durante il recente svolgimento dei lavori per le messa a norma degli impianti.
«Progetto affidato a tre diversi professionisti, con cui i funzionari delle due Soprintendenze si sono ripetutamente incontrati nei mesi scorsi – proseguono -, ma ad oggi mai consegnato dal Comune per il rilascio delle necessarie autorizzazioni. E’ quindi a quest’ultimo che spetta ora compiere i necessari passi per mettere a frutto i finanziamenti provinciali ottenuti».
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