Lo sci a Natale: calo del 20%
Un calo del 25% di presenze sulle piste di sci di Aprica fino al 28 dicembre, per poi recuperare in parte e chiudere la festività natalizie con – 15% o -20%.
È pesante il bilancio che le società degli impianti di Aprica hanno registrato in questo Natale che, vuoi per la crisi economica che sta attanagliando tutti vuoi per la carenza di neve, non ha regalato di certo sorrisi. E per sopperire all’assenza di neve, quando le temperature lo hanno permesso, sono stati azionati i cannoni di innevamento artificiale che – in zona Campetti – sono costati 180 euro all’ora. Da qui la richiesta anche di ottenere un sostegno sul costo dell’energia per produrre neve.
Questi i dati sul piatto a un giorno dalla partenza dei turisti. Così se ieri le strade sono state ripulite dalla neve in assenza di auto parcheggiate e Aprica è ritornata nella routine quotidiana, in casso si sono fatti i conti. Con un unico dato di fatto: il calo vistoso.
«Fino al 28 dicembre abbiamo sofferto – dichiara Armando Muti, presidente della Sifa che gestisce alcuni impianti ai Campetti -. Con l’assenza completa del ponte di S. Ambrogio si è arrivati a perdere il 25%, mentre a cavallo di Capodanno e la settimana dell’Epifania abbiamo recuperato con grandi sforzi». «Il calo riguarda tutto il paese – aggiunge l’amministratore delegato della Siba (Magnolta), Domenico Cioccarelli – e lo definirei di un 15%, anche se dall’inizio dell’anno c’è stata una buona crescita. Domenica 8, ad esempio, alla Magnolta abbiamo fatto 1.600 ingressi contri i 350 dell’anno scorso nello stesso giorno».
Similare il parere anche del vicepresidente della Sita (Palabione), Fausto Bozzi, per il quale però le considerazioni andrebbero fatte su un periodo più lungo, anche per il vistoso gap del ponte dell’Immacolata. «La lettura dovrebbe essere in un contesto più ampio, ma la ski area di Aprica ha registrato un meno 20% - dichiara Bozzi -. Il Palabione rimane il “cuore” del comprensorio sciistico, ma situazione anche alla Magnolta e ai Campetti non è molto diversa. Ora sono arrivati gli sciatori dalla Repubblica Ceca che già prima di Natale erano venuti e che saranno le presenze più cospicue nel mese di gennaio, quando il numero degli sciatori italiani è inferiore».
Affluenza a parte, Armando Muti richiama l’attenzione anche sugli esborsi per le società nella produzione della neve. «Azionare gli impianti di innevamento artificiale per coprire S. Pietro, Quadrio e Alpe Vago ci è costato 180 euro per consumo energia e spese. Se consideriamo che in alcuni giorni i cannoni giravano 24 ore su 24, abbiamo già un quadro dei costi che stiamo sostenendo. Faremo fatica a uscire in pari da questa stagione». Da qui l’appello di Muti ad ottenere un aiuto per produrre neve. «I costi dell’innevamento sono talmente importanti che non ci permettono di far investimenti sull’ammodernamento degli impianti di risalita – aggiunge -. Ne abbiamo parlato anche con Anef (associazione nazionale esercenti funiviari). Se le piste hanno la neve, tutto il paese ne beneficia, d’altra parte. Dunque confidiamo che si intervenga a livello alti per superare questa difficoltà. Penso alla Provincia o, meglio ancora, alla Regione che potrebbe supportarci in queste spese come avviene in Trentino».
Calo di sciatori sulle piste di sci e in paese com’è andata nel periodo di Natale? Anche l’assessore al Turismo di Aprica, Giancarlo Stampa, cui bisogno riconoscere il merito di essere stato sempre presente agli eventi che hanno corredato il calendario natalizio, conferma la diminuzione di presenze, «anche se, devo ammettere, le serate organizzate al centro direzionale hanno registrato il pienone, fatto eccetto quella del concerto con premiazione del concorso dei presepi, a causa della nevicata che ha invogliato pochi ad uscire – spiega Stampa -. Confermo che l’assenza del ponte di S. Ambrogio a livello sciistico ha avuto ripercussioni negative in generale sul paese, dunque le festività si chiudono con un segno negativo, del 15% ma anche del 20% in meno. Chi, però, è venuto ad Aprica si è divertito ed ha apprezzato l’offerta varia che ha spaziato dal iniziative più “popolari” fino ad appuntamenti di alta qualità come il quartetto di sassofoni o la danza con Ines Ambrosini. Insomma i pareri erano positivi, le sale piene. Certo, quando c’è crisi, qualche mugugno in paese non manca».
Stampa chiude con una considerazione su cui riflettere: «Sono cinque anni che imploro la costituzione di un’associazione albergatori e commercianti che possano essere da stimolo e possano mettere in campo idee, ma ad ora nessuna iniziativa è stata presa. È un peccato. In altre località questi sodalizi sono utili anche nel pungolare o semplicemente suggerire l’amministrazione».
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