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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Vecchio 29-08-09, 10:46   #1
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Predefinito Le parole di un Pierino

«I “Pierini” sono i discoli, quelli che escono un po’ fuori dagli schemi convenzionali; non seguono i farisei di ieri e di oggi; né restano a fare la muffa nella massa: vogliono autenticità, anche se scomoda. Per questo sono i preferiti da Gesù». Scrive così don Antonio Mazzi nel presentare la sua ultima fatica letteraria “Le parabole di un Pierino”. Il libretto è stato presentato a Teglio sabato scorso dal diretto autore all’interno della collegiata di Sant’Eufemia, divenuta per una sera anche luogo di letteratura. Ad organizzare l’incontro – appuntamento annuale dell’estate tellina – l’Accademia del Pizzocchero di Teglio, alla presenza dell’assessore alla Cultura Fabio Cattania e dell’arciprete don Flavio Crosta che ha fatto la conoscenza dwl fondatore della comunità Exodus. «Da molti sono considerato un “Pierino”, di quelli che non si accontentano delle solite risposte e attende qualcosa di più vero dagli adulti – ha detto don Mazzi -. In questo libro propongo testimonianze, riflessioni e parabole per il nostro tempo». E, infatti, si intitolano proprio “Parabole laiche” e “Parabole laiche… un po’ meno” le due parti di questo piccolo volume che si rivolge a tutti, giovani e meno giovani, perché scritto con un linguaggio diretto e immediato, a volte provocatorio e maturato nel campo della strada e dell’esperienza. Don Mazzi, forte della sua esperienza, ha raccolto in questo libretto alcune testimonianze e riflessioni, valide non solo per conclusioni pregne di sapienza ma soprattutto per l’evolversi narrativo poiché è tra le righe che si coglie l’insegnamento più autentico e profondo di queste parabole contemporanee. Anche in questo don mazzi si fa portavoce di un’esigenza evangelica: non importa ciò che fai, conta come lo fai. «Ma chi l’ha detto che la pecorella smarrita si è pentita?
Nel Vangelo niente fa pensare che il ladrone che Gesù si portò in paradiso per primo fosse diventato “buono” – prosegue il religioso -. Scendeva da Gerusalemme a Gerico un ragazzo di 18 anni che incappò negli spacciatori. Lo lasciarono mezzo morto. Passò un monsignore. Passò un politico. Passò un camper con alcuni giovani impegnati nel servizio civile. Claudio non parla, non scrive, non cammina, non usa le mani. È in carrozzella. Usa una lavagnetta in plexiglas per farsi capire. È giornalista, ha scritto tre libri. Ma come è possibile che gente così sorrida sempre?». Concludiamo con la parabola che apre la raccolta: “Cercare il cielo”. «Un bambino, vedendo ogni sabato un cieco davanti alla porta del tempio, dopo avergli fatto l’elemosina, chiese: «Da quando tempo sei cieco?». «Dalla nascita». «Che lavoro fai?». «L’astronomo». «Ma come? Non sei cieco?». «Sì. Però mi soffermo volentieri a guardare tutte le stelle dell’immenso cielo che ho dentro di me. Perché non provi anche tu?».
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