memoria storica. agosto 40
Agosto (commento in italiano)
Abbandoniamo per un momento il vivere in Aprica dei giorni nostri e rituffiamoci, come di consueto, negli anni 40 immedesimandoci nella vita che faceva allora la nostra gente. Allora lasciavano il paese ai (scióri) o turisti e non proprio per altruismo, ma perché la gente del paese, era particolarmente impegnata e in particolare, in Val Belviso per il secondo taglio dell’erba (“i risif”).
Le mamme, con piccoli, rimasti in paese, erano impegnati su i boschi a raccogliere mirtilli, che con gerla e cesti portavano, alla sera nel luogo di raccolta dove venivano pesati e pagati. Al mattino, poi passava il camion Plozza&Triaca a ritirarli per portarli oltre frontiera. Per essere trasformati in preziose marmellate. Anche di funghi i nostri boschi erano ricchi, ma la gente locale, pur raccogliendo solo porcini, non aveva tanta fiducia, per cui li faceva seccare da regalare ai “scióri”.
Riteneva invece preziose le chantarelle “manini”, che in umido, con la polenta, costituivano un piatto delizioso. Sarebbe dovuto essere anche tempo di vacanze, ma era un termine pressoché sconosciuto alla nostra gente. Verrà solo più tardi in uso. A metà agosto c’è anche la festa dell’Assunta, la patrona della contrada S.Maria. Suonavano le campane d’allegrezza per tre giorni. La fiera era molto ridotta, ma sufficiente per portare allegria fra i bambini. Molto seguito l’incanto dei canestri (che si fa ancora oggi) . Impegnava le donne che facevano a gara a fare torte che portavano a cuocere ai forni della “Grópa e del Mirì”. Infine, se l’agosto incominciava in grande euforia, per solito, finiva in una atmosfera di malinconia. Si usa dire che :”an óst, gió al sól l’e fósch” ossia il giorno s’accorcia, ma se poi piove anche solo un giorno dopo il ferragosto, già si ha l’impressione d’essere entrati nell’atmosfera autunnale.
L.M.
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