Le Alpi di Merizzi proiettate a Milano
Quarantasei arditi scatti fotografici per raccontare l’avvincente bellezza delle Alpi del comprensorio del Bernina, realizzati con una rivoluzionaria tecnica di ripresa panoramica dal fotografo e guida alpina sondriese Jacopo Merizzi.
Attraverso le fotografie in formato orizzontale wide screen - selezionate fra le oltre 5.000 appartenenti alla collezione del fotografo - viene composto in pieno centro cittadino l’allestimento animato per una vera e propria sfilata di vedute d’alta quota delle principali e più note vette della catena delle Alpi Retiche.
La mostra è il primo evento che il Credito Valtellinese ha ideato e realizzato in occasione dell’Expo 2015 su Milano e la proiezione multimediale di immagini della Valtellina resterà attiva e visibile 24 ore su 24 nella centralissima Piazza Cordusio per tutto il periodo dell’Expo, dal 1 maggio al 31 ottobre. E’ una mostra proiettiva che è anche un veicolo di promozione della provincia di Sondrio e delle sue bellezze paesaggistiche.
“Il Creval è una banca popolare che presta servizio ai territori di appartenenza perseguendo i valori che caratterizzano la propria identità distintiva: un Gruppo a matrice popolare, di prossimità, di relazione e di valore condiviso.
Le montagne sono realtà e simbolo della Valtellina ed il Credito Valtellinese è sempre stato parte attiva nella loro tutela e valorizzazione. Non potevamo certo far mancare il nostro contributo all’evento dell’esposizione universale di Milano e questa mostra è l’omaggio che abbiamo voluto dedicare alla nostra terra per farla conoscere a tutti coloro che in questi mesi visiteranno Milano” - ha dichiarato l’Amministratore Delegato del Creval Miro Fiordi.
Un dato tecnico arricchisce l’aspetto di per sé inedito delle sorprendenti inquadrature dell’alpinista valtellinese. Il punto di vista dell’autore, innanzitutto, che è mobile e spiccato in volo a quote che sfiorano i 4.000 metri d’altitudine, grazie all’abilità del Campione italiano di volo acrobatico Renato Antonioli; l’ampiezza panoramica, che è favorita dall’insolita e simultanea apertura degli otturatori fotografici; la minuzia descrittiva dei soggetti - le vette - dovuta all’incisività dell’obiettivo utilizzato e all’assoluta staticità delle apparecchiature fotografiche, in opposizione al movimento del punto di ripresa.
Ingredienti questi che fanno della mostra non soltanto un’interpretazione artistica e documentaria dell’ambiente alpino, ma anche un saggio di tecniche di ripresa e un’apertura verso possibilità ad oggi ancora scarsamente sperimentate dall’uomo, ma certo connaturate alla lunga esperienza dell’autore in tema di sfide alla forza di gravità, alla vertigine, all’impresa estrema.
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