Commemorazione del IV novembre: "Parliamo di interdipendenza"
«Più che parlare di indipendenza, io parlerei, prendendo spunto da Piero Calamandrei, di interdipendenza che caratterizza la nostra società. Se da settant’anni viviamo senza guerra è perché sono state costruire relazioni e, quindi, interdipendenza fra le nazioni».
Su questo concetto si è soffermato ieri il sindaco di Tirano, Franco Spada, al suo primo discorso per celebrare la Giornata dell’Unità nazionale e delle Feste Armate che si è tenuta in piazza Marinoni. La commemorazione del IV novembre, slittata alla domenica, è partita a dire il vero con la celebrazione della Messa nella chiesa parrocchiale da parte del vescovo, Diego Coletti. Quindi il corteo, aperto dalla banda cittadina Madonna di Tirano e composto dalle autorità politiche e militari, da alpini, protezione civile, finanzieri e carabinieri in congedo, Nastro Azzurro e dai cittadini, ha raggiunto piazza Marinoni per la posa della corona al monumento ai Caduti. La parola è stata data agli studenti della scuola media di Tirano che hanno voluto esserci «per ricordare quanto accaduto e in particolare le 600mila persona che hanno dato la vita per darci un’Italia più sicura e libera», hanno detto i rappresentanti della scuola. Dopodiché ha parlato il sindaco che ha deciso di affidarsi ad un discorso “di cuore” preparato sicuramente, ma non affidato ad una lettura.
«Perdonerete la mia emozione nel parlare, perché al cospetto di chi si è sacrificato per noi ci si sente piccoli e non all’altezza – ha detto Spada -. Parlare di guerra nelle generazioni come la mia o più giovani sembra di legare ciò al ricordo dei nonni. Il fatto che la nostra società abbia ottenuto istruzione e sanità per tutti, libertà e giustizia deriva dal sacrificio di chi ha lottato per noi. Ciò rappresenta la nostra identità e memoria. La conoscenza del presente, la memoria del nostro passato servono per costruire il nostro futuro». Da un discorso generale, il sindaco si è soffermato a parlare di Tirano e dell’orgoglio di essere tiranese. Una città, Tirano, dove il principio dell’interdipendenza, dello scambio e dell’incontro fra culture è valido. «Sono fiero di essere cittadino di questa città che è stata, anche durante la seconda guerra mondiale, luogo di solidarietà – ha concluso -. Un ricordo e un grazie va anche alle Forze Armate, che portano valori di giustizia e fedeltà, garanzia di una società civile, e alle persone che operano per garantire i nostri diritti e cooperano per la difesa dell’ordine pubblico».
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