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Degne di nota La notizia in tempo reale....... o quasi

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Vecchio 18-04-14, 18:10   #1
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Predefinito Fuori dall'euro? No, grazie

«Dobbiamo cambiare l’Italia non perché ce lo chiede Angela Merkel, ma perché ce lo chiedono i nostri figli». Partiamo dall’ultima frase pronunciata ieri dal Sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, per spiegare il punto di vista del politico tiranese durante l’incontro “Fuori dell’euro? No, grazie”. Ospite dell’Unitre nella “sua” Tirano – e le tante manifestazioni d’affetto prima dell’incontro sono state una dimostrazione di stima da parte dei concittadini – Della Vedova ha spiegato perché all’Italia convenga restare in Europa. A stuzzicare il Sottosegretario è stato Franco Clementi a nome dell’Unitre: «C’è chi pensa che quello che la Germania non è riuscita a fare con il kaiser lo sta facendo ora con la Merkel e chi pensa che l’unificazione della Germania è costata moltissimo all’Europa». Della Vedova è convinto che alla campagna elettorale per l’Europa, si userà l’Europa come tema di scontro nazionale visto che molti in Italia dicono che c’è la crisi per colpa dell’euro e la Germania e che senza euro e senza Germania staremmo benissimo. «Sarebbe bello se fosse vero – ha sostenuto – e se avessimo un’Italia con tanto reddito e occupazione, ma stiamo attenti a sognare o a far sognare un’Italia fuori dall’euro perché questo sogno potrebbe essere un incubo drammatico soprattutto per le persone più deboli di questo Paese». Il Sottosegretario ha ricordato la fase della sovranità monetaria che, a sentire dai molti detrattori dell’euro, sembrava essere il migliore dei mondi. Ebbene nel 1992 nell’ultima fase della sovranità monetaria, per difendere la lira il governo Amato fece, fra luglio e novembre, una manovra poi diventata legge finanziaria per 120mila miliardi di lire (oggi 60 miliardi di euro) per salvare la lira, che poi venne svalutata. Non solo. «C’è un episodio che dovrebbe farci riflettere: di questi 120mila miliardi di lire un buona parte venne presa con prelievo notturno da tutti i depositi in conto corrente – ha aggiunto -. Si può discutere come fare meglio in Europa, ma oggi a chi mi dice che, se uscissimo dall’euro potremmo diventare più competitivi, rispondo che potremmo tornare al prelievo notturno dai conti correnti. Che sia simpatica o no la Merkel, nel 2003 la Germania stava peggio dell’Italia per crescita e posti di lavoro. Allora la Germania ha provveduto con una serie di riforme e cambiamenti e in meno di 10 anni ce l’ha fatta. Non è diventata per magia la potenza di oggi, ha lavorato. Noi anziché condannare la Germania, faremmo bene a imitarla un po’. In quegli anni in cui i tedeschi ci davano dentro noi cosa abbiamo fatto? Abbiamo guadagnato per il fatto di essere entrati nell’euro 180 miliardi di euro e, nel frattempo, non abbiamo fatto le riforme ma abbiamo fatto le cicale buttando “gli anni buoni” dell’euro». Il Sottosegretario ha concluso dicendo che lui vuole cambiare l’Europa, ma non cancellarla. «Se l’Italia è da sola non la fila nessuno. Abbiamo una chance vera ora. Dobbiamo avere un’idea tutti insieme del Paese, senza fare i disfattisti».
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