Niente slot machine negli edifici comunali
Tirano introduce il divieto di installare le slot machine o apparecchiature similari a tutti i nuovi contratti di locazione ad uso commerciale degli immobili di proprietà comunale, che verranno sottoscritti d’ora in avanti. È il contenuto della delibera di consiglio comunale, approvata all’unanimità, con la quale il Comune di Tirano continua nella sua lotta contro il gioco d’azzardo.
«Possiamo essere orgogliosi di essere il primo consiglio comunale che affronti la questione – ha detto il sindaco, Pietro Del Simone -. Con un certo coraggio, quando ci siamo accorti che un imprenditore voleva installare le macchinette al bocciodromo. gli abbiamo revocato l’incarico». Oltre al divieto, il Comune invita anche l’Asl, in collaborazione con le scuole, a promuovere sul territorio una campagna di sensibilizzazione e di prevenzione per informare la cittadinanza dei rischi della ludopatia, meglio nota come “febbre del gioco” e dei gravi danni che questa dipendenza provoca. Inoltre l’amministrazione intraprenderà tutte le azioni di sensibilizzazione nei confronti degli enti sovra comunali come Regione e Parlamento, affinché possano modificare la legislazione vigente in modo che venga dato ai sindaci e alle giunte comunali un reale potere di controllo sulla diffusione e utilizzo dei numerosi strumenti di gioco sul proprio territorio, non solo per ragioni di ordine pubblico e di sicurezza, ma anche per la responsabilità sanitaria che compete ai sindaci consentendo loro di costruire un sistema di prevenzione sociale riconosciuto dalla Corte costituzionale.
«La ludopatia è una piaga sociale che comporta conseguenze soprattutto nelle fasce più deboli e meno acculturate della popolazione – ha detto il consigliere Matteo Muzio -. Questa amministrazione ha già provveduto ad adottare provvedimenti di contrasto al fenomeno con l’introduzione del divieto di installazione delle slot macine negli impianti sportivi del bocciodromo e della piscina comunali, che sono luoghi deputati al benessere fisico e psichico e non luoghi per favorire lo svilupparsi di dipendenze che distruggono persone, famiglie e comunità». Principio che ha ricevuto la sua prima applicazione, anche in ambito più prettamente commerciale, con il rinnovo del contratto di affitto al bar Glicine (in locali comunali) dove è stato istituito il divieto.
Favorevoli le minoranze. Daniele Pola del gruppo misto ha consigliato di vietare le slot machine anche negli spazi commerciali in senso lato e ha parlato di «Stato affetto di disturbo bipolare: da una parte consente il gioco, dall’altra è costretto a curare i ludopatici». Gianluigi Garbellini di “Tirano per tutti” ha aggiunto: «Questo è un primo passo per affrontare un problema virulento che si acuisce durante i momenti di crisi economica e sociale. Credo che non debba essere il Comune a formulare leggi ma individuare i canali che portano direttamente al Parlamento».
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