La nuova IMU di Aprica
«È paradossale che i sindaci debbano mettere le mani in tasca ai cittadini per dare la metà dell’imposta raccolta allo Stato centrale. La figuraccia la facciamo noi, mentre per i cittadini sarà un salasso». Ha esordito con queste parole il sindaco di Aprica, Carla Cioccarelli, in consiglio comunale giovedì sera nel commentare il regolamento per la disciplina dell’Imu e la determinazione delle aliquote per il 2012.
«L’Imu si inserisce nelle disposizioni di federalismo fiscale municipale – ha proseguito il sindaco -. Per l'amministrazione comunale non cambia niente, non ci sarà una maggiore entrata che anzi sarà meno di quello che dava l’Ici. Prevediamo infatti un milione e 300mila euro. Da considerare che dovrà essere girato allo Stato non il 50% di quello che viene incassato, ma il 50% della potenzialità dell'immobile con rendita catastale rivalutata del 60%.
In pratica i cittadini di Aprica andranno incontro ad un esborso importante visto che, con l’aumento del 60% della rendita catastale, l’imposta sarà raddoppiata.
«Nell'incertezza totale dei tagli», l’amministrazione ha deciso di adottare, come sta facendo maggioranza dei Comuni, l'aliquota base pari allo 0,76% per tutti i fabbricati e aree fabbricabili, ad eccezione della prima casa e relative pertinenze (compresa l’abitazione posseduta da cittadino Aire a condizione che non risulti locata) che sarà dello 0,4%. Prevista per l’abitazione principale la detrazione di 200 euro, con maggiorazione di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a ventisei anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell’unità adibita ad abitazione principale. L’importo complessivo della maggioranza, al netto della detrazione di base, non può superare l’importo di 400 euro. Per i fabbricati rurali si pagherà lo 0,2%.
«Abbiamo fatto il massimo per venire incontro ai cittadini – ha aggiunto Cioccarelli -, lasciando le diverse categorie di tipologia immobiliare e prevedendo la possibilità di dilazione del pagamento dai cinquemila euro in su, con un massimo di 24 rate mensili». «E’ un atto dovuto, da cui non ci si può esimere – ha detto l’assessore Dino Negri -. Ho difficoltà a dire di sì a imposta calata dall'alto che per proprietari di casa sarà una botta tremenda, ma se non si applica bisognerebbe tagliare i servizi e non è possibile».
Il punto all’ordine del giorno è passato all’unanimità, anche se erano assenti sia il gruppo di minoranza sia i tre dissidenti della maggioranza.
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