Baitina Magnolta: si amplia
Mentre è previsto a breve il “battesimo” del nuovo chalet al Baradello, sono altre le novità che vengono dalle strutture di ristorazione presenti nei comprensori sciistici di Aprica.
La baitina all’alpe Magnolta, di proprietà del Comune, sarà ristrutturata e ampliata con un intervento di 556mila euro, che ha ottenuto il finanziamento del 90% a fondo perso dal piano di sviluppo rurale. «La baitina verrà riqualificata dal punto di vista igienico sanitario e ampliata – spiega il sindaco di Aprica, Carla Cioccarelli -. Verranno realizzati un interrato spazioso e un’aula didattica oltre a servizi igienici decenti». Un’opera sicuramente interessante per lo sviluppo turistico (non agricolo) della località, che ha fatto però chiacchierare ad Aprica poiché il gestore è il consigliere Francesco Cioccarelli, ribattezzato «stampella» dell’amministrazione comunale. «La baitina è del Comune di Aprica – tiene a precisare il sindaco -. Generalmente sono attenta a tutte le domande di finanziamento e sul piano di sviluppo rurale ho ritenuto giusto intervenire sulla sistemazione della baita. Non mi sento di buttare via un finanziamento a fondo perso solo perché il gestore è un consigliere comunale, il cui contratto d’affitto è stato prorogato peraltro dal commissario prefettizio, prima che entrassi io in carica». Peccato, però, che il rifugio Valtellina (di proprietà del Cai) e bruciato in un incendio oltre un anno fa, sia invece chiuso. «Nel rispetto di chi ha fatto le scelte prima di me – spiega il sindaco -, ritengo che una struttura così dovesse essere del Comune di Aprica. In ogni caso non siamo rimasti con le mani in mano. Mi sono attivata anche con assessore regionale per il bando sui rifugi e ho avuto buone garanzie che verrà ammesso. E’ vero che l’importo messo dalla Regione è basso per tutti i rifugi, ma il nostro contributo alla ricostruzione lo stiamo dando. Dico di più. C’è un’altra malga al Palabione per la quale mi è stato proposto il progetto di realizzare un porcile e una piccola cantina per stagionare formaggi in quota. Ho accolto l’idea e mi sono impegnata con gli allevatori per realizzare queste opere. Ora faremo progetto da presentare per ottenere un finanziamento sul piano di sviluppo rurale o tramite qualche altro canale».
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