Il turismo diventa "conflitto di interessi"?
Il sindaco di Tirano, nel chiudere una discussione dai toni accesi, l’ha definita una «brutta pagina di questo consiglio», una cosa che non era mai successa a Tirano: quella di insinuare il dubbio che un assessore – nella fattispecie l’assessore a Commercio e Turismo, Stefania Stoppani - non sia «pulito», quella di «lederne la sua figura istituzionale».
A scatenare l’invettiva di Pietro Del Simone, l’interrogazione che il gruppo misto di minoranza (formato da Daniele Pola, Giovanni Marchesi e Egidio Trisolini) ha presentato in consiglio chiedendo dell’eventuale conflitto di interesse fra il servizio di informazione e accoglienza turistica di Tirano e la neo società In Valtellina nella quale «l’assessore al Turismo – si legge nel documento – ha una quota rilevante, direttamente per il 49% e indirettamente tramite il consorte per un ulteriore 49%». Lo Iat di piazza Stazione è, di fatto, sostenuto dal Comune (con 21mila euro annui), dalla Provincia e dalla Comunità montana e gestito dal consorzio turistico Terziere superiore. A fronte di questa situazione venutasi a creare con la nascita di In Valtellina nell’aprile scorso, i tre consiglieri “dissidenti” hanno chiesto se vi siano «interferenze dell’attività partecipata dall’assessore con quella dello Iat finanziata dal Comune e gestita da un consorzio a cui partecipa il Comune stesso» e «qualora si ravvisasse una sovrapposizione di competenze quale posizione in merito intenda tenere l’assessore nel suo ruolo istituzionale». Nessuna parola da parte dell’assessore in causa, mentre ha dato lettura della verifica fatta dall’avvocato Della Frattina sull’argomento l’assessore Bruno Ciapponi Landi che ha precisato come i poteri di gestione della società In Valtellina siano detenuti da Claudio Dei Cas (presidente) e da Francesca Mocaratti (consigliere). «Stoppani non ha potere di gestione, ma una quota di proprietà – ha spiegato -. In Valtellina, che pure fa parte del consorzio turistico, si occupa di pubblicizzazione e commercializzazione, vendita di servizi turistici, merchandising, tour operator specializzato, utilizza propri capitali, senza contributi pubblici. L’attività, inoltre, è concentrata nel settore privato e a favore della propria clientela». Quanto agli eventi, entrambi i soggetti hanno predisposto un programma di iniziative, «ma non c'è sovrapposizione – ha aggiunto l’assessore -. Lo Iat si concentra su Tirano e dintorni, In Valtellina si sviluppa sull’intera valle e sulla vicina Svizzera. Non vi è la benché minima interferenza fra le due realtà». Trisolini ha ribattuto che non si contesta l’iniziativa privata intrapresa, ma che «nello svolgimento di una manifestazione non potremmo sapere se è organizzata dall'assessore con il concorso diretto o no della società. Pensiamo ad una ricaduta di immagine ed economica a questa società. Siamo stati sollecitati dalla cittadinanza a chiedere lumi». «Siete stati sollecitati dai pettegolezzi bar – ha sbottato il sindaco -?. Se ritenete che Stoppani sia in malafede e commetta un reato fate un esposto in Procura, noi siamo tranquilli. Si poteva chiedere la chiarezza in altri modi, mai successo che in consiglio comunale arrivassero tali insinuazioni per infangare la figura di un assessore». Secondo il capogruppo di “Tirano per tutti”, Gianluigi Garbellini, l’interrogazione potrà parere pretestuosa e sgradita ma ha avuto lo scopo di «rimuovere dubbi e illazioni con inconfutabili dati».
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