Caccia ai proprietari della Salarsa
E’ partita la caccia ai proprietari dei 400 ettari del bosco di conifere della Salarsa che si trovano in territorio svizzero fra i 1000 e i 2200 metri, ma i cui fondisti sono villaschi e tiranesi: il Comune di Brusio si è attivato, nelle scorse settimane, per predisporre la mappatura del bosco e ha incaricato uno studio di farlo che, a sua volta, ha chiesto un contributo al consorzio di miglioramento fondiario Val Maggiore confine italo svizzero di Villa. «I mappali sono tanti – spiega Fulvio Santarossa, presidente del consorzio villasco che ieri sera ha organizzato un incontro a Villa per cercare i fondisti – e in qualche caso ci sono proprietari viventi, ma per la gran parte si è persa la memoria. La finalità dell’incontro è stata quella di ricostruire insieme agli interessanti un quadro della situazione del bosco. Una volta arrivati a questo, ci piacerebbe rivendicare, come consorzio di proprietari, l’area e predisporre un progetto Interreg per la sua valorizzazione. Si tratta di un bosco di conifere con prevalenza di larice che si caratterizza per l’elevato pregio delle essenze arboree presenti che potrebbero essere oggetto di studi. Inoltre storicamente è stato utilizzato per ricavare pregiato legname da opera. L’area, che è attualmente accessibile da alcuni sentieri e mulattiere soprattutto da parte italiana ma anche da parte svizzera, potrebbe essere data in affitto a imprese boschive per tagliare la legna e i soldi introitati potrebbero essere usati dal consorzio per la manutenzione».
Ma prima di arrivare a ciò, è necessario concludere l’accertamento dei rapporti di proprietà (l’area è composta da 120 particelle a destinazione boschiva, numero che non corrisponde ai proprietari però). Ieri sera, dunque, c’è stata la pubblica esposizione nel corso della quale molti interessati hanno indicato le proprietà rivendicate, generando pure situazioni di conflitto. Sulla base delle informazioni raccolte i proprietari dovranno indicare sul posto gli andamenti di confine con la posa di picchetti di delimitazione, cui seguiranno sopralluoghi.
«La finalità è quella di fornire una superficie notevole a disposizione di progetti anche pilota per il rilancio dell’attività selvicolturale sia di iniziativa italiana che svizzera – aggiunge Santarossa -, nell’ottica del rilancio della filiera bosco legno, a servizio di consorzi forestali ed imprese d’ambito, con ricadute positive nel settore occupazionale. Inoltre si punta a migliorare l’accessibilità dei fondi con la realizzazione di viabilità di servizio e all’utilizzo dell’area per attività educative, didattiche, ludiche e turistiche utilizzando ed eventualmente riqualificando l’area approdo di Lughina».
|