Il museo etnografico di Ponte in Valtellina, creato negli anni Settanta ma riaperto un anno fa, apre le porte ai visitatori durante l’estate: quello che può essere ribattezzato il “museo della gente” – poiché tutto quello che vi è contenuto è frutto di donazione di pontaschi che quarant’anni fa come oggi hanno deciso di offrire alla comunità un “pezzo” della loro storia famigliare – sarà visitabile venerdì 17 giugno (ore 20-22), domenica 26 giugno (15-18.30), venerdì 8 luglio (20-22), domenica 24 luglio (15-18.30), venerdì 12 agosto (20-22) e domenica 28 agosto (15-18). Nel percorso del museo, idealmente distribuito secondo lo svolgersi del lavoro nell’arco dell’anno, si possono trovare strumenti e attrezzi del mondo contadino. In inverno nel periodo di quiete, in cui erano sospesi i lavori all’aperto, si svolgevano le attività di falegnameria per realizzare sgabelli per esempio o riparare gli attrezzi come si vede nella prima stanza del museo. Si passa poi alla macellazione del maiale e alla lavorazione del latte che si faceva a gennaio. Nei primi mesi dell’anno si tenevano la lavorazione della vite, la transumanza e poi la lavorazione dei campi e la fienagione. I contadini nei mesi del grande lavoro si dedicavano alla raccolta della segale, alla trebbiatura e alla semina del grano saraceno (a partire dal ‘500). Vi sono poi la rappresentazione di una camera da letto e di una cucina con lavello in pietra. Si chiude l’anno con la stagione della raccolta dell’uva e la torchiatura.
Possibili anche visite su appuntamento telefonando a 3472343065, 3407969603, scrivendo a
biblioteca@comune.ponteinvaltellina.so.it.