Presto all'asta su internet la picozza di Confortola
Partirà presto su Internet la vendita all'asta della piccozza che ha accompagnato Marco Confortola nella spedizione al Lhotse, durante i mesi di aprile e maggio. L'obiettivo sarà quello di raccogliere più fondi possibili a favore di Cancro Primo Aiuto onlus, l'associazione lombarda che da 15 anni aiuta e sostiene i malati oncologici nel loro difficile percorso. Ad annunciarlo è stato, mercoledì sera nella lussuosa cornice dello Sporting Club di Monza, Flavio Ferrari, amministratore delegato del sodalizio. Occasione era la cena sociale con cui Cancro Primo Aiuto, alla presenza di numerosi soci e autorità locali – tra cui l'assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani –, ha fatto il punto della situazione sull'attività svolta e su quella prevista per i prossimi mesi. Ospite d'onore della serata di gala era, appunto, Marco Confortola, diventato ufficialmente nei mesi scorsi testimonial dell'associazione. Accolto sul palcoscenico da un caloroso applauso, l'alpinista valtellinese ha ripercorso per i presenti le varie tappe della spedizione al Lhotse – con la quale ha tentato il suo settimo Ottomila – e ha rivissuto i difficili momenti trascorsi domenica 16 maggio ai 7.800 metri di Campo 4, quando ha maturato a fatica la decisione di tornare al Campo base per il freddo ai piedi. Davanti alla platea che concludeva così il convivio, in un'atmosfera di grande partecipazione emotiva, Confortola ha riascoltato la registrazione della telefonata fatta all'emittente Telemonteneve dall'ultimo campo in quei difficili minuti, nella quale annunciava il ritiro. «Avevo la bocca impastata dal freddo ma ero lucido – ha affermato l'alpinista, che per tutto il tempo di permanenza sul palco ha stretto tra le mani la sua piccozza -. Questo è un buon segno: significa che a quelle quote la mia mente
reagisce bene. Non mi ero ancora riascoltato ed ero curioso di sentire che cosa avessi detto. Sono contento della positività che comunque, anche in quei momenti, sono stato capace di trasmettere». Confortola ha quindi ricordato l'importanza del suo ruolo di testimonial di un'associazione tanto meritevole quanto Cancro Primo Aiuto, «che fino a qualche tempo fa non conoscevo – ha spiegato – e che mi subito ha infuso una grande voglia di fare qualche cosa di utile per il prossimo, anche nel piccolo di quel che mi è possibile». E ha poi rivolto i suoi personali complimenti ai due membri del sodalizio, Angelo Galbiati e Matteo Parravicini, reduci dalla partecipazione alla durissima “Cento
chilometri del Sahara”, l'estenuante corsa fra le dune della Tunisia che si è svolta lo scorso marzo. «Siete anche voi dei combattenti – ha detto Confortola ai due runner – perché vi siete messi alla prova in una difficile sfida con voi stessi. Bravi. Io non sarei mai riuscito a farcela: non sopporto il caldo, non so proprio come avete fatto a resistere!».
La serata si è quindi conclusa con una piacevole quanto inaspettata sorpresa. Per dare il suo ufficiale bentornato all'alpinista, Cancro Primo Aiuto ha consegnato a Confortola – tramite le mani del consigliere di Livigno Marco Rocca – un regalo: un biglietto valido per una vacanza di una settimana per due persone, accompagnato dal catalogo di un noto tour operator dal quale scegliere la destinazione. «Dopo tanto freddo meriti di trascorrere un po' di tempo al caldo – ha affermato Rocca, che è grande amico di Confortola – per cui lasciamo a te la scelta del luogo verso cui imbarcarti». «Io non amo particolarmente le alte temperature...– ha risposto sorridendo l'alpinista, che si è mostrato molto contento della sorpresa – Sarebbe possibile magari convertire questo biglietto con un viaggio
in Himalaya?».
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