Impianti di sci di Teglio all'asta. Chi li vuole?
Teglio vuole di nuovo rinascere come località di “turismo bianco”? La domanda è più che legittima visto che gli impianti di risalita di Prato Valentino sono ormai chiusi da tre anni e ancora si sta “litigando” sul da farsi; l’ultima notizia pare davvero paradossale. Eravamo rimasti che il Comune di Teglio aveva ritirato le concessioni degli impianti alle società che li avevano in gestione (Rezia Impianti srl e società Tellina Tour Service srl) per inadempienze. Gli impianti - stiamo parlando per l’esattezza della seggiovia biposto Prato Valentino Fontanacce che parte dalla quota di 1700 metri per arrivare a 2200 metri - sono andati, dunque, all’asta, visto che non erano stati presentati progetti di rilancio al Comune. Tre aste erano andate deserte. Ed eccoci alla novità: alla quarta asta per l’assegnazione degli impianti seggiovia si è presentata una nuova compagine sociale disposta a ritirarli per 80mila euro. E così sarebbe andato se la Four Seasons, la società nata tre anni fa per la gestione degli impianti in concomitanza con la fase di crisi, non avesse fatto presente al giudice la pendenza di un contratto di affitto per la seggiovia. Il risultato? Tutto è ancora bloccato. E quella che ormai sembra tanto una “barzelletta” o, forse, una guerra senza vincenti prosegue. E proseguirà fino al 20 maggio quando il giudice darà la propria sentenza sul caso. «Ci siamo uniti per ritirare gli impianti e dare una nuova chance a Teglio e a Prato Valentino – spiega Adriano Opiatti della Tellina Tour Service, storico gestore degli impianti tellini – Insieme a me c’è una larga partecipazione popolare, fra cui operatori tellini, privati, villeggianti ed anche l’Astel ci aveva dato la sua disponibilità. Ritirare la seggiovia all’asta, significava prendere degli impianti liberi da ipoteche e da ogni onere pregiudizievole. La Four Seasons, però, reclama un affitto che, a mio avviso, è un contratto capestro fatto solo per proseguire nella gestione degli impianti. Di fatto in base all’articolo 13 del capitolato di concessione di esercizio del Comune gli impianti non posso essere ceduti in affitto previa autorizzazione del Comune». Dunque – stando così le cose - la Four Seasons come pure la Tellina Tour Service non potevano avere in affitto gli impianti, poiché l’amministrazione comunale aveva avviato il procedimento di decadenza della concessione stessa per il comportamento non rispettoso delle prescrizioni del capitolato. «Ma se la Four Seasons avrà ragione noi ci tiriamo indietro – prosegue Opiatti -, anche perché vorrei ricordare che bisogna investire altri 200-300mila euro per sistemare la seggiovia fra sostituzione di due funi, apparecchiature elettriche e adeguamenti». Insomma un bel grattacapo. Opiatti però, che è proprietario già di uffici, gatto nevi, attrezzature e skilift, offre la sua collaborazione se sarà la Four Seasons a voler andare avanti. Nessun commento da parte della Four Seasons fintanto che il giudice non si sarà espresso.
Anche il Comune di Teglio attende il verdetto del giudice in merito al futuro degli impianti di sci di Prato Valentino. Il motivo, nel caso dell’ente pubblico, è legato non solo al destino della seggiovia, ma anche alla funzionalità del bacino di riserva artificiale che attende – ormai da troppo tempo – di essere realizzato. «Abbiamo appaltato i lavori ormai da due anni – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Ermanno Opiatti -, ma come facciamo a farli partire se non sappiamo se gli impianti funzioneranno ancora oppure no?». Se lo domanda l’assessore, visto che il lago, che si dovrà realizzare in località Le Saline (a 2.100 metri di quota), è stato voluto proprio per attingere l’acqua per l’impianto di innevamento artificiale che a Prato Valentino manca. Un’assenza ritenuta anacronistica per una stazione sciistica, che deve fare affidamento solo sulla neve naturale. «Una volta che sapremo se c’è speranza che riapra la seggiovia, decideremo se realizzare il lago solo per i fini acquedottistici oppure anche per l’approvvigionamento di acqua per i cannoni di innevamento artificiale», aggiunge l’assessore. Di certo, se così fosse, l’intervento sarebbe un po’ sminuito rispetto allo scopo per cui era stato pensato, anche perché il lago verrebbe usato solo in caso di necessità. «Problemi di acquedotto non ne abbiamo – sempre Opiatti -, fatto eccetto nei periodi di picco di presenza turistica come a Natale o a ferragosto. Dunque il lago, che sarà comunque un’attrazione turistica visto il posto in cui sarà realizzato, servirebbe per le emergenze idriche». Nulla da fare – a quanto pare – sull’ipotesi di trasferire i fondi per altre opere prioritarie. Il finanziamento regionale (750mila euro) è vincolato al bacino.
|