Uno dei più grandi antropologi di questo secolo, Claude Lévi-Strauss, riteneva che se si potesse sapere l’origine, la nascita dei soprannomi, molti problemi sulle origini del pensiero e del linguaggio umani sarebbero risolti: non vogliano andare così lontano, ma di sicuro sensibilizzare e sviluppare la memoria storica i componenti della “Confraternita del chisciöl e dei vini del Tiranese” che propone una serata proprio alla ricerca e scoperta degli “scutum”. Con questo termine ci si riferisce ai soprannomi che molte persone di Tirano hanno e che rimandano ai propri nonni o bisnonni. Una volta, infatti, quando si chiedeva ad un bambino di chi fosse, la domanda formulata era “Te sée fiöl de chi?” (sei figlio di chi?) e il giovane rispondeva “sòo fiöl del Caròta”, oppure del Dàda, del Gnatìn, della Mariàna, del Pàsti o del Tugn. Insomma si rispondeva citando lo “scutum” o soprannome. Ebbene oggi pochi conoscono gli “scutum” della loro famiglia e solo alcuni anziani identificano così i componenti dei diversi nuclei famigliari abduani. Per questo la Confraternita il 20 novembre terrà al ristorante Altavilla a Madonna di Tirano (ore 19.30, euro 20) una cena in cui oltre alla degustazione del delizioso chisciöl si raccoglieranno quanti esponenti degli “scutum” ci siano in città. «Un modo conviviale per ricordare e, soprattutto, non perdere il passato - affermano i due vicepresidenti del sodalizio Roberto Trecarichi e Ezio Maifré -. Anzi sarebbe bello poter allungare con qualche nuovo soprannome l’elenco di cui siamo in possesso. Una volta non c’era bisogno di conoscere il nome proprio di una persona, né il cognome della sua famiglia per sapere qualcosa della sua vicenda umana, anzi un nome e un cognome non ci avrebbero detto nulla. Lo “scutüm” era un mezzo di riconoscimento per le occasioni di incontro». Analizzando i soprannomi si possono trarre deduzioni dal fatto che ogni persona durante l’arco della sua esistenza può essere chiamata con diversi nomi, perché ad ogni periodo della sua vita egli è una persona diversa da quella di prima e da quella che sarà dopo con vizi e virtù e con caratteristiche fisiche che lo contraddistinguono nel sistema famigliare e in quello sociale. Il nome serve individuare l’individuo nel sistema , mentre il cognome lo classifica a livello burocratico e il soprannome serve a “specificarlo” nella comunità. Oggi sarebbe buona cosa che i giovani andassero a riscoprire il loro “scutüm” per accostarlo al loro nome e cognome anagrafico quale esso sia, poiché rimane pur sempre un legame alle nostre radici sociali, economiche e religiose.
Per partecipare alla serata prenotarsi entro il 18 novembre ai numeri 0342-704009,
rotrecarichi@tele2.it cell. 338-3196804,
ezio.maifre@tiscali.it, tel. 0342-702412-cell. 335-6863976.