Baccanti e Icari nelle forme sinuose di Momenté
Quadri dove predominante è il corpo umano nelle sue forme, con un’espressione forte data dal colore e dai giochi di bendaggi - coperto e scoperto - che danno movimento alla figura e hanno significati intrinseci. Sono le opere – all’incirca una sessantina – che l’artista tiranese d’adozione, Paola Momenté, esporrà per tutto l’inverno alla “Vineria” di Tirano, grazie all’interessamento di Filippo Andreotta. Disposti sui due piani del locale nel centro storico di Tirano i quadri molto raccontano di Momenté. «Per me la pittura, iniziata da bambina, è una passione e credo anche un talento – ci rivela -. Ho frequentato l’Accademia di grafica pubblicitaria, ma ho molto studiato e lavorato prima sviluppare la mia ricerca. Ho chiesto consigli ad Alfio Presotto, dopo essere ritornata dalla Francia dove ho studiato la pittura pre impressionista. Ho dedicato tre anni allo studio intensivo della tecnica e della tavolozza, dopodiché ho cercato la mia strada. Inizialmente la tecnica ad olio era applicata al paesaggio che è la base fondamentale per conoscere il mezzo e i propri mezzi. Poi attraverso ricerche, stimoli e vicende personali sono arrivata a questo stile maturato nel 2003». Uno stile che si può conoscere alla “Vineria” dove sono esposti diversi quadri dedicati al soggetto umano, ma anche una combinazione di due quadri con una baccante e una cornucopia di frutti, allegoria dell’autunno. E ancora una baccante con grappolo d’uva appoggiato al collo, una serie di “Ondine” con movimento di acqua e alghe che richiama “Poissons D’or” di Klimt, un “Icaro” con movimento che non si sa se sia in salita o caduta, e “Antinoo che sogna Adriano” in omaggio al libro del cuore di Momenté “Memorie di Adriano” di Yourcenar. «Per me l’arte è terapia – prosegue -. Ho sempre sentito la necessità di dipingere, ma in questo momento di malattia mi aiuta molto, perché quando dipingo sono in un altro mondo, non mi accorgo della fatica. Influenza anche la cromoterapia: i colori sono forti e vivaci, sono energetici». Quanto al significato dei dipinti, Momenté dice: «La mediazione è un condizionamento. Importante è che i miei quadri diano un’emozione. Credo che chi li ha prodotti abbia fatto il suo lavoro e non debba più mettersi in mezzo».
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