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Vecchio 02-07-13, 08:30   #1
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Predefinito Scoperta archeologica a Castilin

Nuova scoperta archeologica in quel di Teglio che, mese dopo mese e anno dopo anno, si rivela sempre più un interessante parco archeologico intriso della memoria della preistoria. Ad aver contribuito – anzi potremmo dire – ad aver tracciato la strada di questo prezioso lavoro è don Mario Simonelli, che da anni si occupa di analizzare il territorio e ha scritto 127 testi o interventi sulla materia. Il nuovo ritrovamento di un masso inciso, segnalato da Simonelli alla Soprintendenza archeologica, è avvenuto recentemente a Castilìn.
«Il toponimo Castilìn, sito vicino alla contrada Scranzi (territorio parrocchiale di San Giovanni), ha sempre destato il mio interesse – spiega monsignor Simonelli, che attualmente cura la piccola parrocchia di San Giovanni di Teglio, situata nel parco archeologico del Dos de la Forca -. Termini analoghi, quali Castelér, Castelét, Catelàsc, talora indicarono tracce di un castelliere o comunque di un arcaico insediamento. Il sito Castilìn attualmente è costituito da due dossi incolti, un tempo ricoperti da rigogliosi vigneti. È situato ad est della val Rogna che funge da confine con la comunità di Castionetto. Anche il toponimo Rogna è di un certo interesse. Secondo D. Olivieri e R. Bracchi il vocabolo potrebbe indicare un “terreno ingrato, infecondo” e allorché si riferisce ad un corso d’acqua “brontolare” ovvero “corrente fragorosa”. Quest’ultimo significato ben si attaglia al torrente tellino che nel passato causò non pochi danni a motivo delle frequenti esondazioni. Lungo l’alveo, peraltro, si notano ancor oggi i ruderi di numerosi mulini medievali, uno dei quali è stato recentemente ricostruito e reso fruibile». Attratto da questo sito ricco di suggestioni don Mario si è dedicato ad indagini in superficie alla ricerca di arcaiche vestigia. Il 6 giugno un grande masso integro – circa 180 centimetri di altezza e 160 centimetri di lunghezza – è apparso «degno di considerazione – dice ancora -. Impresse nella superficie litica abrasa ho riconosciuto numerose istoriazioni. Il primo provvisorio rilievo cartaceo (la colorazione del masso è realizzata al computer) è stato eseguito da Pierluigi Annibaldi. Sono necessarie ulteriori osservazioni in quanto l’intrico delle incisioni (fasi diverse) rende ardua l’esegesi. Si notano, comunque, numerose armi (asce e alabarde), qualche antropomorfo, elementi della cosiddetta bandoliera, coppellucole e immagini scutiformi». Non è questa l’unica scoperta di don Mario che a Teglio ha rinvenuto numerose rocce istoriate e 19 massi incisi integri o frammentari. Ha, inoltre, individuato le pressoché inedite rocce figurate di Pradér (Ponte in Valtellina), di Nigola (Teglio) e di Caven. Numerose le segnalazione di rocce coppellate.
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