Video "Corrispondenze"
Un uomo di sessantacinque anni non confessa di buon grado a una donna di tredici anni più giovane, e che presto sposerà, di soffrire di senescenza incipiente; anche sotto questo punto di vista, narrativo e romanzato, si può guardare ad una malattia come quella dell’Alzheimer che sabato sera è stata “raccontata” a Sondrio. Una delle tracce seguite è quella del romanzo d’esordio ma già completo dello scrittore svizzero Martin Suter, parti del quale sono state lette e interpretate dalla voce e dal sentimento dell’attrice e regista Gigliola Amonini. La serata, intitolata “Corrispondenze. Storie di vita e di relazione” è stata organizzata Alzheimer e demenze della provincia di Sondrio nella sala Vitali del Credito Valtellinese. Il momento di drammatizzazione, condotto da Gigliola Amonini e Alberto Pini (voci narranti) e da Andrea Murada alle percussioni, vuole ricordare alle famiglie che vivono questa malattia e a tutti coloro che si sentono coinvolti da questo problema che l’associazione è per tutti occasione di incontro, condivisione, compartecipazione e, per l’appunto, corrispondenze. L’evento è stato introdotto dalla dottoressa Paola Ortelli, sono seguite la lettura di alcuni brevi estratti di “Come è piccolo il mondo” di Martin Suter, testimonianze poetiche “Dicono” di Jacqueline Jill Rito, “Arrivare a lei” di Viviana, poesie da “Ricordi di Alzheimer” di Alberto Bertoni e, per finire, brani da “Visione parziale: un diario di Alzheimer” di Cary Smith Henderson.
|