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Vecchio 13-07-11, 08:05   #1
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Predefinito Salarsa: “Recuperiamo i terreni”!

Una trentina di proprietari a Villa e altrettanti a Tirano sono stati trovati, ma potrebbero essere molti di più i villaschi e tiranesi proprietari dei circa 400 ettari del bosco di conifere della Salarsa che si trovano in territorio svizzero fra i 1.000 e i 2.200 metri, ma i cui fondisti sono valtellinesi.
Questo emerge in seguito alla prima riunione durante la quale lo studio svizzero, incaricato dal Comune di Brusio, di predisporre la mappatura del bosco, ha illustrato il metodo che sarà seguito, ma soprattutto si sono raccolti i primi documenti come atti di proprietà per chi ne è in possesso, ricevute di pagamento o altro tipo di documentazione comprovante l’acquisto o la proprietà di un terreno. «Ad ora la società elvetica sta lavorando su una superficie di 250 ettari – spiega Fulvio Santarossa, presidente del consorzio di miglioramento fondiario Val Maggiore confine italo svizzero di Villa, cui i vicini svizzeri hanno chiesto un contributo -. Il nostro ruolo, come consorzio, sarà quello di agevolare i privati nelle procedure di riordino, nella definizione dei confini e nella consegna della documentazione. Lo faremo facendo girare la voce, appendendo una comunicazione in municipio. Abbiamo anche avuto contatti con il sindaco che concorda con la linea che abbiamo adottato». Quello che Santarossa tiene a precisare è che non c’è alcuna volontà del consorzio di “impossessarsi” di terreni d’altri. «Il consorzio eventualmente potrà farsi carico delle eventuali proprietà non rivendicate soltanto fra un anno o più quando la procedura sarà conclusa. Il nostro interesse è quello del miglioramento dell’area e della sua accessibilità, della valorizzazione del bosco e del taglio. Non ha senso lasciarla andare in malora…». Si parla, infatti, di un bosco di conifere con prevalenza di larice che si caratterizza per l’elevato pregio delle essenze arboree presenti che potrebbero essere oggetto di studi. Inoltre storicamente è stato utilizzato per ricavare pregiato legname da opera.
Altrettanto determinato l’assessore tiranese, Francesco Saligari, che lancia un appello: «E’ necessario trovare tutti i proprietari italiani altrimenti dalla Svizzera arriva l’aut l’aut: o si capisce di chi siano questi boschi o saranno gli svizzeri a “coltivarli”. Dopo quarant’anni mi sembra anche giusto che sia così. Secondo me, pertanto, è necessario andare a fondo della questione». Per questo sarà affissa una comunicazione in comune, ma soprattutto fra Saligari e gli abitanti di Madonna è partito un porta a porta per rintracciare gli interessati. «Ad ora sono circa una trentina e tutti di Madonna – dice l’assessore -, ma proseguiremo la ricerca».
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