Lo stilista di Sharon Stone a Teglio
Il famoso sarto Gianni Campagna ha raccontato - con una parlata ancora influenzata dal siciliano stretto, seppure sia ormai da anni uomo di mondo - di quando un anno prima della morte di Papa Giovanni II, avvenuta il 2 aprile 2005, fu convocato al Vaticano per realizzare delle particolari casule per il Santo Padre, ovvero dei paramenti che, pur mantenendo l’esigenza liturgica, si abbinassero anche a quella di un minor peso dei tessuti, vista la debolezza di Karol Wojtyla nel camminare e stare in piedi. «Così mi procurai le stoffe in Inghilterra e realizzai le casule più corte davanti e più lunghe dietro visto che il Papa non riusciva a stare diritto», ha detto Campagna sabato sera a Teglio, ospite dell’Accademia del Pizzocchero. Una serata ricca di vip. Insieme a lui anche monsignor Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, e Umberto Panini indimenticabile inventore delle figurine calcistiche. Dal sacro al profano, potremmo dire, visto che Campagna non ha lesinato di raccontare anche di come Sharon Stone abbia commissionato un centinaio di pantaloni proprio a lui – e non a Valentino – perché i suoi meglio coprivano il lato “b” che la diva voleva nascondere. E se a Campagna piacciono le “belle anime” a monsignor Coccopalmerio, invece, piacciono le “anime belle”, giusto per riprendere la presentazione della spumeggiante Daniela Cuzzolin che ha creato un parallelo fra il mondo della moda hollywoodiana e quella cattolica. E chissà mai che Campagna si ritrovi fra qualche anno a cucire un abito proprio per monsignor Coccopalmerio lanciato più che mai verso la carriera religiosa. Di certo per il Papa, che il 1° maggio sarà beatificato lo ha fatto, perché «credo che fosse l’unico a volere la pace nel mondo», ha detto il sarto siciliano che ha realizzato un abito pure per Clinton, mentre lo ha negato a Bush, «perché ha fatto troppe guerre». Insomma una serata… di stile, proseguita curiosamente con un personaggio molto simpatico, il mitico Panini. «Quello delle figurine», come tutti hanno detto in sala, nato giornalaio e poi buttatosi in questa avventura. «Un business che non vi dico – ha rivelato -, 30 anni di lavoro intenso. Tuttora va avanti, all’ultimo campionato di calcio ho venduto un miliardo di bustine». In barba all’era di internet, i ragazzi magari non avranno ancora il tempo di attaccare le figurine sull’album, però di certo «comprano le bustine e le aprono tutte». Dunque il guadagno è assicurato.
A ravvivare la serata, oltre ai deliziosi sapori dei piatti di Elisa Maffescioni del ristorante Bellavista, l’introduzione canora di Yoshiko Ottogalli, il soprano giapponese che presto aprirà la prima Accademia di canto a Sondrio, accompagnata, oltre che dal marito, da una poetessa e un professore di filosofia nipponici.
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