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Vecchio 06-04-11, 08:25   #1
Abriga.it
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Predefinito Se ne vanno i ... "Kanguri"

I “Kanguri” … se ne andranno via da Aprica; dopo anni di malfunzionamento dei “Kanguri”, ovvero le macchine computerizzate per la raccolta differenziata dei rifiuti, e di contenzioso con la ditta che li aveva in manutenzione, ha vinto il Comune. I dispositivi dovranno essere smantellati al più presto. E sarà il Comune a farlo, seppure con i soldi della cauzione che la ditta (la Brambilla spa) aveva inizialmente versato.
«Finalmente ce l’abbiamo fatta – esclama il vicesindaco, Carlo Ambrosini -. Si è risolto il contenzioso durato anni. Inizialmente si prevedeva che dovesse essere la ditta e rimuovere i dispositivi. Cosa che non è stata fatta per cui, dopo aver inviato la diffida, ora potrà legalmente procedere il Comune con i soldi della cauzione». Quello che doveva essere – nelle intenzioni – un progetto pilota per lo smaltimento di carta, plastica e rifiuti speciali si era rivelato un vero flop, che ha dato all’inizio cattivi risultati nel conferimento del rifiuto e poi un problema legato alla difficoltà di interrompere il progetto che godeva di finanziamenti regionali. Con la conseguenza che, nonostante i “Kanguri” da tempo non siano funzionanti, molte persone – soprattutto ignari turisti – hanno lasciato il proprio sacco o rifiuto (anche ingombrante) davanti alla macchina prendendola, forse, per una piazzola di raccolta.
A questo punto non dovrebbe essere troppo lontano il giorno in cui le ingombranti macchine verdi verranno caricate su camion e portate via. Si parla di otto strutture interrate e dodici fuori terra che dovranno essere smontate. E questa volta saranno i “Kanguri” a finire in discarica. Intenzione dell’amministrazione è quella di ripristinare le aree trasformandone alcune in punti di sosta con panchine e arredi, altre in aree per il conferimento del vetro (già esistenti).
E così si chiuderà il capitolo “Kanguri” partito ufficialmente nel novembre 2004, costato un miliardo e 700 milioni delle vecchie lire, suddiviso fra un contributo regionale di 240 mila euro e l’investimento di Tecno-cad, la ditta che aveva fornito i macchinari. L’iniziativa non ha avuto alcun costo per il Comune, dunque, seppure non siano mancati un disservizio nei confronti degli utenti e il conferimento abusivo in prossimità delle piazzole di raccolta. L’auspicio è che le campane del vetro che rimarranno sul territorio non diventino essere stesse ricettacolo di rifiuti, quelli che venivano lasciati vicino ai “Kanguri”.
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