Un vero peccato che il sentiero non sia più percorribile, occorrerebbe farlo conoscere e valorizzarlo turisticamente, in virtù anche del suo significato storico di collegamento tra la Serenissima e la Valtellina, come a suo tempo illustrato da una conferenza del Prof. Garbellini.
Ho fatto in tempo a percorrerlo nei pochi anni tra il momento in cui era stato risistemato e i lavori della Ss. 39 e, udendo la descrizione di Luisa Moraschinelli dei luoghi e degli accadimenti, ed era stato un buon modo per calarsi nelle difficoltà della prima metà del secolo scorso. Inoltre è, come lo era un tempo necessariamente, un buon modo per raggiungere Motta e quindi il fondovalle godendo di una notevole visuale sulla Valtellina.
Speriamo che qualche ente ne sponsorizzi la sistemazione.
Ciao
Stent