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Originariamente inviato da clara
Oggi sono andata a fare una passeggiata in Pian Gembro. Davvero una giornata stupenda e la riserva è sempre molto suggestiva.
Peccato, però...
Peccato che le nuove panchine, disposte dalla Comunità montana, siano sommerse dalla neve e, ci si augura, non rotte.
Peccato che il sentiero didattico innevato si interrompa nei pressi dell'Oasi, dove la strada asfaltata è stata completamente pulita e la gente si avventura anche dove non si potrebbe entrare (vedasi la foto) pur di continuare a camminare sulla neve (è venuta in montagna per quello).
Peccato che non sempre l'accoglienza sia di "casa": a mio figlio, che è entrato in un bar ristorante per acquistare una bottiglietta di acqua alle 13.20, è stato risposto che il bar apriva alle 14 e che loro erano troppo "incasinati" per servirlo. Un episodio che mi ha molto amareggiata!
La Comunità montana vuole far turismo sostenibile nella riserva - interessanti i cartelli collocati e molto letti dai visitatori -, ma che senso ha mettere delle panchine per poi farle sparire sotto la neve?
E, soprattutto, perché lamentarsi che non ci sia gente, se quando c'è si cacciano via i clienti in malo modo?

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Pubblichiamo la replica della Comunità montana sull'argomento.
«Tutto è perfettibile e cercheremo di migliorare ma cerchiamo di avere un po’ di tolleranza». E’ pacata ma ferma la presa di posizione del presidente della Comunità montana di Tirano, Franco Imperial, sulla questione della cartellonistica in Pian di Gembro e, in generale, dell’accessibilità e accoglienza della riserva naturale gestita dall’ente mandamentale ma insistente nel territorio comunale di Villa di Tirano.
Nei giorni scorsi è capitato, infatti, che qualche visitatore desideroso di percorrere l’itinerario con le ciaspole non abbia trovato la partenza del sentiero e sia andato a “finire” nella pista di fondo con gran dispetto degli sciatori. «Cercheremo di migliorare sempre di più – prosegue -, ma ci vuole la buona volontà di tutti e un po’ di tolleranza anche da parte di chi pratica il fondo. La pista è gratuita e battuta alle spese dell’ente, se un ciaspolatore senza volerlo finisce sul tracciato non è la fine del mondo. In ogni caso se si chiede maggiore attenzione alla segnaletica, lo faremo». Difatti il direttore della riserva, Giovanni Di Trapani, è subito andato a fare un sopralluogo per prendere visione delle “pecche” segnalate dai turisti. «La segnaletica è stata appena rifatta – spiega -. Abbiamo finanziato il Cai di Aprica per farlo. All’inizio del sentiero delle ciaspole un pannello c’è, ovviamente non è di enormi dimensioni visto che siamo in uno spazio protetto. Peraltro il percorso coincide con l’inizio di quello didattico. E poi, diciamo la verità, la passeggiata con le ciaspole dovrebbe essere libera… dovremmo andare a segnalare anche i percorsi per lo scialpinismo?».
Per quanto riguarda le panchine sommerse dalla neve rimossa durante la pulizia della strada, «ho segnalato al Comune di Villa che chi pulisce debba avere maggiore cura – aggiunge il direttore -, ho pure chiesto che la lama del mezzo venga tenuta alzata di qualche centimetro per lasciare un po’ di innevamento sulla strada, ma non l’hanno fatto. Il problema è che vi è anche un famiglia che abita lì e ha necessità che la strada sia pulita». Esigenza che se da una parte è comprensibile, dall’altra penalizza l’immagine di questa area molto frequentata, in cui visitatori preferirebbero poter passeggiare nella neve lungo tutto il percorso.
Da poche settimane, inoltre, è stata affidata la nuova gestione dell’aula didattica situata nella casa clima della Comunità montana. Non sarà più – almeno per quest’anno – la società “Natural alpina” di Bernardo Pedroni (direttore dell’Osservatorio eco faunistico) ad occuparsene, ma la società Creda onlus di Monza che ha preso l’incarico annuale e già ha organizzato un servizio di accompagnamento con le ciaspole.