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Vecchio 21-05-10, 08:21   #1
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Predefinito In Afghanistan un soldato di Villa

Era anche lui lì, nella stessa colonna di convogli che è stata vittima di un attentato in Afghanistan lunedì 17 maggio, ma, per fortuna, non è rimasto coinvolto nell’esplosione del veicolo posizionato nel nucleo di testa della colonna composta da decine di automezzi di diverse nazionalità, partita da Herat e diretta a Bala Murghab, verso nord.
Alessandro Maranta, 26 anni, di Villa di Tirano è rimasto illeso. Ad Alessandro, soldato della Brigata Taurinense impegnato in terra di guerra, nel corso della cerimonia di assegnazione della borsa di studio alla memoria di Savino Tona è stato mandato un saluto e un abbraccio virtuale da tutti gli alpini e i concittadini presenti per la serata. Gli alpini hanno chiesto, infatti, un momento di raccoglimento in omaggio ai caduti italiani, i due alpini del 32° reggimento Genio guastatori di Torino il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, di Velletri, in provincia di Roma e il caporal maggiore Luigi Pascazio, 25 anni, della provincia di Bari. Altri due militari, il caporal maggiore Gianfranco Scirè, 28 anni, di Casteldaccia (Palermo) e il caporale Cristina Buonacucina, di Foligno, hanno riportato invece solo ferite agli arti inferiori. «Il tenente Maranta era nello stesso convoglio e per fortuna sua non è incappato nell'attentato», si sono limitati a dire le penne nere consapevoli di quanto sia delicato parlare di questi avvenimenti in questo momento storico. Ma sono bastate queste parole per cementificare nei ragazzi presenti alla serata la figura di Alessandro Maranta, un ragazzo poco più grande di loro che si trova ad affrontare una missione molto rischiosa. Un ragazzo determinato, animato dalla passione per quello che fa, con un carattere schivo, per certi versi introverso. A Villa molti conoscono lui e la sua famiglia: il fratello Andrea di un anno più grande, la mamma Anna insegnante alle scuole primarie del paese e il papà Franco. Una famiglia unita e molto discreta che, proprio in virtù di questa riservatezza, non ha voluto rendere noto quanto sta accadendo lontano da qui, avvenimenti che scuotono un paese intero e chi Alessandro lo conosce. Il giovane, dopo aver frequentato le scuole, infatti ha deciso di frequentare l’Accademia militare di Modena, poi è entrato nella Brigata Alpina "Taurinense", una delle Grandi Unità specializzate per il combattimento in montagna che la Forza Armata annovera fra le sue fila. Impiegata nel corso della seconda guerra mondiale alla fronte occidentale e quindi in Montenegro, dopo l'armistizio ha concorso alla formazione della Divisione Italiana Partigiana "Garibaldi".
Ricostituita nel 1952, è la prima fra le unità da montagna ad essere alimentata con volontari. Impiegata all'estero a più riprese, è dislocata in Piemonte e si compone di tre reggimenti d'arma base, uno d'artiglieria, uno di cavalleria, un reggimento genio ed il reparto comando.
Per Alessandro quella in Afghanistan dovrebbe essere la prima missione, per la quale è partito da circa 40 giorni. «L’ho incontrato nel periodo di Natale a Sondrio – racconta un amico di Villa di Tirano – e mi ha detto che “aspettava la chiamata”. Non ci ha raccontato di più. Alessandro è un tipo riservato, tranquillo, molto a modo. Davvero una brava persona». Non è neppure facile poter rimanere in contatto con lui. I genitori lo sentono via Skype ogni tanto, ma non è cosa semplice. Prima di intraprendere la carriera militare, Maranta era componente peraltro della banda di Villa di Tirano e anche lì si era distinto per il suo carattere educato, ma anche per la sua spigliatezza. Ora, dunque, si trova in un Paese straniero e straziato dalla guerra, dove sta svolgendo con impegno il compito affidato a lui e agli altri militari.
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