Se l’arte contemporanea entra fin da subito nel piccolo mondo dei bambini, sarà più facile “addomesticarli” ad essa.
Come diceva la volpe del piccolo Principe.
L’arte contemporanea può essere un gioco
L’arte contemporanea può essere una luce
L’arte contemporanea può essere un suono
L’arte contemporanea può essere un rumore
L’arte contemporanea può essere una musica
L’arte contemporanea può essere un disegno sul muro
L’arte contemporanea può essere sospesa nell’aria
L’arte contemporanea può essere difficile
L’arte contemporanea può farci compagnia.
L'arte supera i confini territoriali. E' per questo che propongo alla lettura il progetto di Paola Noè curatrice indipendentente a Milano, che vuole avvicinare - in modo emotivo e ludico insieme - i bambini all'arte.
Si intitola "Unduetrestella".
L’idea di * unduetrestella * è quella di aiutare i bambini a credere che l’arte contemporanea, la sua bellezza, il suo messaggio, i suoi punti di domanda, siano un valore da comprendere e custodire.
* unduetrestella * progetta e realizza installazioni d’arte contemporanea site-specific per le camere dei bambini, ideati da giovani artisti tra i più interessanti e importanti del panorama italiano e internazionale.
* Non semplici elementi di arredo, né oggetti di design per l’infanzia, ma esperienze d’incontro e di crescita con l’arte, da guardare, toccare, vivere.
* Ogni intervento è unico, studiato e adattato per le esigenze e le caratteristiche di un piccolo nido.
Il progetto nasce dalla convinzione maturata negli anni che l’arte, e in particolar modo l’arte contemporanea, sia esclusa dal mondo dei bambini. È importante insegnare a guardarla. Proprio come si insegna a guardare fuori dalla finestra, o dentro la televisione. Se l’arte contemporanea entra fin da subito nel piccolo mondo dei bambini, sarà più facile “addomesticarli” ad essa.
Paola Noé *
È nata a Como nel 1974. Vive a Milano, è curatrice indipendente, scrive di arte contemporanea, è contributor editor di ARTFORUM, artforum.com, Flash Art, Art Review, Uomo Vogue.
In questi giorni Noè propone Belladonna di Jeanna Susplugas.
Si tratta di un progetto che si rifà all’esperienza diretta dell’artista
quando era bambina. Nella sua famiglia erano tutti farmacisti e
ricercatori da generazioni e generazioni. Jeanne si ricorda di aver
sentito storie strane di piante e fiori, con nomi in latino che si
potevano guardare anche al microscopio.
L’idea dell’artista è di creare sulle pareti della camera del piccolo
un vero e proprio giardino composto di piante di belladonna. Si
tratta di stikers adesivi da applicare direttamente sul muro.
Non è un caso che sia sia scelto la Belladonna. è una pianta
affascinante. Innanzitutto è una pianta che può raggiungere il metro
d’altezza, con lo stelo robusto, foglie ovali e appuntite, fiori
disposti a corolla dal colore brunastro. Poi il suo nome latino
Atropa Belladonna deriva dalla parca Atropa, colei che aveva il
compito, nella mitologia greca, di recidere il filo della vita delle
persone. Nel Rinascimento, in Italia, per civetteria le donne usavano mettersi negli occhi gocce che contenevano un estratto di belladonna
provocando una dilatazione della pupilla e un certo strabismo
considerato affascinante in quell’epoca.