Mi alzo di buon'ora e faccio una colazione abbondante che comprende:
50 gr di pasta in bianco condita con grana padano e olio extra vergine
10 fette biscottate guarnite di marmellata
2 kiwi
1 tazza di té al latte addolcita con un cucchiaio di miele.
Passo da Muppet e mi faccio un caffè doppio, incasso le solite raccomandazioni (mi raccomando vinci, mi dice Muppet).
La forma in questo periodo non è al top, ma non ci faccio caso.
Arrivo a Sondrio, entro in griglia di partenza un'ora prima, fa caldo e a differenza della gara di Salò non soffro il freddo.
Si parte, i partecipanti sono decisamente meno dell'anno scorso, ma come al solito ci sono tutti i forti.
Non fatico più di tanto ad arrivare a Tirano, davanti a me vedo il valtellinese Gavazzi, il prof che corre per la Lampre di Damiano Cunego.
Bella la sensazione di stare a fianco di un prof.
Finita la pacchia si inizia a salire per S. Cristina, la gamba c'è la testa no, salgo velocemente, forse troppo e questo mio slancio mi porta a strafare.
Domo il S. Cristina in 51 minuti 1184 di vam (velocità media ascensionale) sono in 50
a posizione.
La discesa che porta a Stazzona la faccio a tutta per recuperare su un gruppetto di dieci corridori, non riesco ad alimentarmi e a bere: una tragedia.
Passiamo ancora per Tirano poi Villa di Tirano, Bianzone e Tresenda.
Sulla salita che porta a S. Rocco, ecco che la errata gestione della gara si fa sentire.
Mi pianto sui pedali, perdo il mio gruppo e vengo superato da un altro gruppo ben più consistente dove intravedo una donna.
Scollino dove aver percorso la salita come una tartaruga.
Perdo oltre cinque minuti!
Mi ritrovo solo, percorrere la strada che va da Teglio fino a Mossini da solo è da pazzi.
Pedalo e mi giro di continuo per vedere se arriva qualcuno, arrivo a Ponte Valtellina e, come d'incanto, ecco un gruppo che mi raggiunge.
Mi accodo e comincio a bere e mangiare.
Arriviamo a Ponchiera, iniziamo a salire.
Sono salite che in allenamento passo senza faticare ma oggi le soffro, mi stacco.
Ecco l'ultima salita Triangia 4 km duri, salgo piano ma sento che la gamba è meno stanca.
Ecco il gpm, mi chiudo la zip e poi giù, sono rinato.
Il tratto di strada che da Postalesio porta a Sondrio lo faccio a mille, la gamba reagisce.
Ci diamo il cambio in quattro, il resto del gruppo si accoda, viaggiamo a 42 km/h.
Arrivo a Sondrio, tento l'allungo ma non riesco a fare il vuoto.
La volata, la prima della mia carriera, è un fallimento.
Parto ai cinquecento metri: troppo presto, finisco quarto del gruppo.
Conclusioni:
Ho migliorato di 11 minuti il mio precedente risultato, ma come al solito non riesco a gestirmi.
Prossima gara a Luino l'1 giugno, anche lì testa bassa e pedalare (soffrire).

Maurizio