La piattaforma del pensionato
III. p.ta) Il piede sulla piattaforma
Nella puntata precedente abbiamo dato uno sguardo a come prepararsi alla pensione e, a questo punto, finalmente arrivati, anche se non è proprio un vanto visto che ci siamo caricati di anni, ma se non altro per l’aspirazione coltivata in quegli ultimi anni di lavoro, esprimiamo tutto il nostro piacere per il raggiungimento di quel traguardo.
Del resto c’è tutto il motivo di rallegrasi. Intanto se siamo arrivati alla pensione come fine della fase lavorativa è già un fatto positivo, vuol dire che siamo ancora in discreta salute, se non perfetta (non tutti ci arrivano), ma per chi l’ha provato, diciamo che la libertà acquistata, almeno nel primo momento, produce, nel pensionato, una gioia grande. Finalmente libero, di fare quello che si vuole, di non dover dipendere da alcuno, di alzarsi o stare a letto, di andare via senza l’assillo di ritornare in tempo a timbrare il cartellino. Sapere che comunque, anche se non sempre da signori, il minimo indispensabile, per vivere, entra alla fine del mese, sia che piova, che nevichi, che faccia sole. E per i tempi che corrono, senza la paura di perdere il posto di lavoro, di essere rilegato in quella avvilente fase del disoccupato. (e chi ha provato sa cosa intendo dire) . Quindi, a questo punto, messo il piede su questa virtuale piattaforma, concediamoci quel momento di riposo e godiamoci la libertà tanto sognata; apprezziamo quel momento che pareva tanto lontano, a volte guardato con l’apprensione di non arrivarci e invece è giunto prima di quanto ci si aspettava.. Godiamoci questo raggiungimento senza farsi influenzare da chi ci guarda come un relitto, fuori dalla società attiva, destinato a sdraiarsi sulla poltrona o a passare le ore al bar davanti a un bicchiere di vino, a aspettare che il tempo passi. No, conserviamo le nostre energie, che ne avremo bisogno, se non il giorno dopo, passata l’euforia del momento. Ma intanto prendiamocele quelle soddisfazioni di fare quello che vogliamo, senza farci condizionare ne dall’ambiente famigliare, ne da quello sociale. Con cordiali saluti, Luisa Moraschinelli
Poesia “storia d’ina uaca kosovara” (da “Fineströl” pag. 53) (testo e poesia in onda a Radio Più venerdì, 17)
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