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Riferimento: Pgt di Aprica: cosa dicono Provincia e Regione?
SEMPRE PGT:
ecco l'ulteriore contributo ..
Sui giornali locali sono stati di recente pubblicati alcuni articoli che hanno evidenziato diverse criticità del PGT adottato dal Comune di Aprica, ma il dibattito che ne è seguito è stato indirizzato dal Sindaco verso polemiche personali o politiche senza che le criticità evidenziate fossero minimamente esaminate.
Un nutrito gruppo di soggetti, che il Comune sbrigativamente ha identificato come i cugini Negri, ha da tempo intrapreso un’iniziativa propositiva che di fatto non è mai stata presa in considerazione dal Comune, sia con la presentazione di un Piano di Lottizzazione (PL) di iniziativa privata, che cercando di portare il proprio contributo al processo di redazione del nuovo PGT.
A chiusura di un percorso iniziato nel 2004, a Gennaio 2007 è stato presentato un PL di iniziativa privata a firma di 25 soggetti diversi per un totale di circa 40’000mq di terreni edificabili ricadenti nella zona che l’attuale PGT individua come ambiti di trasformazione residenziale e turistica N. 2 e 3.
Il piano, redatto ben prima delle nuove indicazioni urbanistiche ed energetiche, era stato presentato con l’intenzione di individuare un percorso nuovo per lo sviluppo del paese, in termini di sostenibilità e integrazione col paesaggio, di riduzione volontaria degli indici volumetrici, di destinazioni d’uso (prime case di qualità) e infine per modalità e tipologia di propositori (l’iniziativa, pur non escludendoli, non nasceva dai soliti operatori del settore immobiliare).
Il Comune non ha mai esaminato la richiesta, né ha mai sottoposto ai proponenti nessuna istanza pubblica che potesse essere positivamente recepita nel Piano di Lottizzazione, ma ha proseguito sulla sua strada solitaria di individuazione di un nuovo strumento urbanistico senza consultare i cittadini coinvolti.
Il solo consigliere di maggioranza Francesco Cioccarelli, prima della pubblicazione degli atti (dicembre 2012 in previsione della seduta di Vas del Gennaio 2013), e data l’importanza del tema, aveva ipotizzato di stabilire un incontro con i soggetti interessati. Purtroppo l’incontro non si è mai tenuto, ed è inutile dire che l’opposizione non è mai stata coinvolta nel dibattito o nel processo decisionale.
Si è tentato successivamente di individuare una visione coordinata e condivisa della pianificazione territoriale relativa ai terreni in questione, ma pur in presenza di una generica disponibilità, gli incontri concessi dal Sindaco sono risultati successivi alla scadenza dei termini per presentare le osservazioni. Come si sarebbe mai potuto elaborare e poi presentare un’osservazione condivisa?
Ancora una volta il contributo presentato in sede di VAS - che è stato bocciato dal Comune – è stato superficialmente etichettato come un’esigenza delle famiglie Negri, anche se in realtà è stato sottoscritto da 23 soggetti diversi, proprietari di circa il 45% dei terreni (48000 mq) ricadenti negli ambiti 2 e 3 (che a loro volta rappresentano circa il 50% del totale degli ambiti di trasformazione residenziali e turistici dell’intero Comune di Aprica). Poco importa: per il Sindaco – come si è letto sui giornali - si trattava dei cugini Negri che spingevano per una lottizzazione tout-court incuranti delle esigenze pubbliche.
Con questo contributo si vuole sensibilizzare l’opinione pubblica ed invitare nuovamente il Comune a riconsiderare la rigidità delle suddivisioni interne agli ambiti N.2 e N.3 che attualmente consentono il collocamento fisico dei fabbricati esclusivamente nelle zone pianeggianti superiori. Tali zone sono quasi interamente poste al di sopra della linea di livello dei 1200m che per il Comune di Aprica determina la zona di elevata naturalità di cui all’art. 17 del Piano Paesaggistico Regionale, con tutte le implicazioni e problematicità che questo comporta. Qualora gli Enti preposti evidenzino criticità rilevanti in merito, il rigido e strategico obiettivo del PGT di vincolare ad area di salvaguardia e tutela ambientale i sottoambiti 2sr e 3sr renderà impossibile la realizzazione degli ambiti 2 e 3 (anche l’ambito 1 ha una notevole estensione al di sopra dei 1200m), col risultato pratico di “congelare” ben più del 50% degli ambiti di trasformazione previsti dal PGT. Inoltre, se anche gli Enti si pronunciassero favorevolmente, l’eccessiva dimensione degli ambiti 2 e 3 unitamente alla frammentazione del titolo di proprietà faranno in modo che i piani non potranno essere attuati (impossibile trovare un accordo così come lo è stato nei passati 40 anni) e dunque l’obiettivo strategico del Comune di acquisire in cessione circa 57000 mq di terreni per servizi non verrà raggiunto. Le regole di fatto sono state scritte in modo da pregiudicare il raggiungimento dell’obiettivo che esse stesse si pongono.
Per chi fosse interessato, mettiamo volentieri a disposizione i testi integrali dei contributi presentati in sede di VAS e dell’osservazione presentata al PGT, ma ci teniamo ad esprimere alcune considerazioni in riferimento agli articoli pubblicati su La Provincia di Sondrio nello scorso mese di Gennaio:
• Le famiglie Negri si sono sempre volutamente mosse in questi anni insieme a numerosi altri Aprichesi, proprio alla ricerca di una maggior condivisione e partecipazione “collettiva”, attenta alle istanze ed esigenze pubbliche. Più volte si è chiesto al Comune di far sapere quali potessero essere le esigenze pubbliche che avrebbero potuto trovare una soluzione attraverso una integrazione e rielaborazione del piano di lottizzazione presentato, ma il Comune non ha mai dato alcuna risposta e non si è mai dimostrato interessato né collaborativo;
• Non è vero che le famiglie Negri abbiano rifiutato di cedere un’area per la realizzazione di una nuova piscina in quanto interessate solamente ad una lottizzazione. E’ vero invece il contrario: l’osservazione presentata dalle famiglie Negri e da numerosi altri Aprichesi, che rispettava i parametri generali individuati dal nascente PGT chiedendo solamente una maggior flessibilità nelle perimetrazioni interne delle aree, lasciando al Comune un’ampia e compatta area pianeggiante per realizzare opere pubbliche (ad esempio la piscina) è stata bocciata dal Comune con le Controdeduzioni pubblicate in occasione della terza conferenza di VAS dello scorso Agosto;
• Certamente le famiglie Negri (insieme a tanti altri Aprichesi) sono parte in causa, è il Comune stesso che ha sempre riconosciuto la centralità di queste aree per lo sviluppo del paese, sia con il vecchio PRG che con l’attuale PGT. Si ricorda che stabilire che un’area è edificabile significa dire che il suo sviluppo è di pubblica utilità: concorre allo sviluppo del paese. Proprio per questo, ed in considerazione della notevole estensione delle aree in questione, sarebbe stata auspicabile una discussione preventiva e un approccio meno impositivo che avrebbe portato certamente a risultati positivi sia per i privati che per il pubblico;
• I proponenti delle Osservazioni non si sono mai voluti opporre alle richieste degli artigiani di individuare un ambito a loro dedicato. Resta il fatto che i ritardi delle varie Amministrazioni in merito al problema sono del tutto evidenti, ed hanno portato alla situazione attuale che non consente l’individuazione di aree idonee per soddisfare tali esigenze, né dal punto di vista della viabilità, né da quello della sostenibilità: l’area individuata è sulla sponda del torrente e non è così ben servibile. In più, come giustamente sottolineato dal rappresentante dell’Unione Artigiani nel corso della terza conferenza di VAS, non è previsto un piano d’ufficio, ma si lascia ai singoli proprietari delle aree la possibilità di agire in regime di monopolio: “o prendi il terreno da me oppure non ne esistono altri”. Forse si sarebbe potuto con miglior risultato ipotizzare una soluzione esterna al paese, coinvolgendo i Comuni vicini a pochi minuti di distanza, per individuare aree pianeggianti più idonee, pensando ad agevolazioni economiche per gli artigiani costretti a lavorare fuori sede, ma rispettando la naturalità delle aree individuate dall’ATD5.
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