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Vecchio 24-03-14, 07:46   #1
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Predefinito Sotto Grande Puffo? ... Si scoprono affreschi

Sotto il cappello di Grande Puffo, beniamino degli scolari dell’asilo che anni fa occupava le stanze, è emerso un volto femminile di fattura molto fine, mentre fra Puffetta e altri personaggi dei cartoon, ridipinti sui muri, traspaiono ora la figura antropomorfa di una cariatide ora un fregio con soggetti amorini e putti. E’ un vero e proprio tesoretto quello che si è scoperto nelle due stanze al primo piano della torre dei da Pendolasco di Poggiridenti che, ieri e ancora oggi, si potranno conoscere durante la Giornata Fai di Primavera. In occasione dell’evento culturale è stata inaugurata nel tardo pomeriggio di ieri la mostra “La torre prima e dopo il restauro”, che è anche il pretesto per mostrare ai visitatori le due camerae pictae da poco scoperte in quelli che, un tempo, erano i locali dell’asilo del paese. I muri delle stanze, nei decenni, più volte erano stati ritinteggiati fino all’ultimo intervento che aveva colorato di giallo e blu le camere e dipinto alcuni Puffi. Saggi stratigrafici, condotti proprio per capire se sotto questi strati recenti ci fossero degli affreschi, hanno portato alla sorprendente scoperta che ora il Fai ha intenzione non solo di far vedere, ma soprattutto di recuperare. «La torre era della famiglia dei da Pendolasco, ma nel 1535 fu acquisita dalla famiglia Sermondi che deve aver fatto realizzare gli affreschi, essendo questi datati fra il 1560 e il 1567 – spiega Ida Oppici del Fai -. Essi dovevano dar lustro al casato. La particolarità è che non si tratta di soggetti sacri, ma profani. Peraltro Giorgio Baruta ha fatto studi sui fregi e ha trovato una straordinaria somiglianza con quelli di palazzo Juvalta a Teglio, di palazzo Quadrio Curzio a Ponte in Valtellina e di palazzo Lavizzari a Mazzo».
Il Fai vorrebbe recuperare le due camerae pictae partecipando al bando promosso da Pro Valtellina che scade il 28 marzo e che finanzierebbe per il 50 per cento l’intervento per un massimo di 50mila euro. «Siamo a buon punto con la raccolta fondi fra enti pubblici e privati per un totale 25mila euro e, se riuscissimo ad ottenere gli altri 25mila euro da Pro Valtellina, potremmo restaurare una camera con il controsoffitto ligneo e le pareti e anche una parte della seconda sala. La Soprintendenza è al corrente ed è stata informata dall’architetto Corrada Patrizia Sichera che si sta occupando del progetto di restauro conservativo dei paramenti murari interni. Per di più la torre è ubicata al centro del sentiero dei terrazzamenti, promosso da Distretto Culturale che ha sostenuto con il patrocinio la nostra iniziativa. La torre diventerebbe così di grosso richiamo con la sentieristica predisposta e grazie a luogo e panorama unici in mezzo ai terrazzamenti. Questa testimonianza storica e architettonica è uno spaccato di storia di vita locale ed è il simbolo di questa comunità che vi è cresciuta intorno». E se il recupero degli affreschi sarà il successivo step, il primo è stato il restauro della torre condotto fra il 2002 e il 2006 quando è stato demolito l’orribile corpo attaccato davanti alla torre. La mostra, visitabile anche nella giornata di oggi, mostra le immagini della torre prima dei lavori e dopo.
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