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Vecchio 04-03-14, 08:57   #1
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Predefinito E un altro cedro se ne va...

I commenti nella piazza fisica – quella della Basilica della Beata Vergine di Tirano – e quella virtuale della pagina facebook “Sei di Tirano se…” si sprecavano. Ed erano tutti indignati. Pomo della discordia l’abbattimento del cedro presente da decenni in piazza della Basilica di fronte alla casa del fanciullo.
Venerdì una squadra di operai si è messa all’opera per tagliare la pianta che ha rappresentato per tanti anni quell’angolo della piazza e subito si è formato un gruppo di cittadini che si è lamentato per la decisione del Comune. In rete i commenti sono stati ancora più netti: «Sei di Madonna di Tirano se ti viene da piangere a pensare che oggi hanno raso al suolo il pino secolare davanti alla casa del fanciullo. Rimangono solo parcheggi blu, cartelli osceni e traffico. Amen». Di pino secolare non si tratta, ma comunque di una pianta che ha fatto il suo dovere per anni. Altri hanno espresso il loro dispiacere o rammarico per il fatto che restino solo posteggi e negozi chiusi peraltro.
Alla base di questo provvedimento c’è, però, una questione di sicurezza come spiega l’assessore Bruno Ciapponi Landi. «Il cedro era utile per nascondere la criticata modernità della casa del fanciullo – risponde l’assessore -, ma ha provocato delle controindicazioni che non si potevano più tralasciare. La pianta, messa a dimora negli anni Cinquanta, era cresciuta in uno spazio di un metro e mezzo fra la parete delle botteghe settecentesche residue della cerchia mercantile della piazza e la casa del fanciullo e ha divelto il muro di cemento armato della casa del fanciullo. La crepa si estende ramificandosi per oltre 5 metri. In corrispondenza della pianta essa raggiunge i 4 cm con uno spostamento della parte soprastante di oltre 5 cm. Abbiamo dovuto sacrificarla perché stava diventando pericolosa dunque anche per i resti delle botteghe che lì sono presenti». Ciapponi Landi promette che valuteranno cosa si potrà fare sviluppando fra il giardino del museo e quello della casa della Diocesi qualche pianta, certamente non dell’altezza del cedro. Per mascherare, invece, la casa del fanciullo «si ipotizza una barriera artificiale con un rampicante». Dunque un sacrificio obbligato, lo chiama l’assessore, che riguarderà in futuro anche altre piante della città. Il Comune ha intenzione di tagliare il filare di piante che si trova in via Garibaldi di fronte alla scuola primaria Credaro. «Sono quattro piante che impediscono la luce alla scuola – dice ancora l’assessore – e che, anche a detta di esperti, sono pericolose e poco stabili. Anche in piazza Marinoni in prossimità del monumento dei Caduti ricordo che in passato abbiamo dovuto abbattere due cedri perché pericolosi».
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