Aprica: cittadinanza onoraria al dottor Carugo
Sua moglie Helene lo rimprovera bonariamente ogni giorno per la sua passione sfegatata per Aprica. Lui si sente aprichese, dove è nato il 14 maggio 1929, anche se di fatto di Aprica conserva i ricordi d’infanzia visto che ha lavorato per anni all’estero e poi, tornato in Valle, ha vissuto a Teglio. Dunque per Giulio Carugo, medico da tutti conosciuto e apprezzato, la sorpresa che il Comune di Aprica oggi gli riserverà sarà molto gradita.
Questa sera alle 21 è convocato il consiglio comunale con un unico punto all’ordine del giorno: la consegna della cittadinanza onoraria a Carugo. «Io mi sento aprichese a tutti gli effetti – dice Carugo -. Ricordo Aprica com’era quand’ero bambino in estate. Si andava a “pastura” con le mucche, al pascolo, nei boschi a far legna…». Laureato in Medicina a Pavia nel 1955 e specializzatosi in anestesia, Carugo ha lavorato a Milano, poi a Parigi per tre anni poi a Boston come clinical fellow in anestesia al Massachusetts General Hospital. Nel 1961 è tornato in Valtellina dove ha esercitato come medico condotto di Teglio per dieci anni ed è stato primario anestesista a Tirano. «Mi chiedo ancora adesso se sul piano professionale ho fatto bene o male a tornare in Valtellina dall’estero – rivela il dottore -… In ogni caso devo dire che qui sono stato bene. Dopo aver vissuto a Villa, mi sono trasferito a Teglio, ho tanti amici tellini che hanno accettato me e la mia famiglia. Si parla tanto di integrazione, ecco io l’ho conosciuta qui».
Carugo ha una moglie francese e tre figli (due maschi e una femmina) che svolgono professioni di medico, chimico e ingegnere elettronico, chi in Italia e chi all’estero. Oggi Carugo si gode la meritata pensione. «Una volta mi piaceva camminare, ora faccio più fatica, ma leggo e soprattutto mi piace vivere», dice.
La consegna della cittadinanza onoraria un po’ lo inorgoglisce, ma non vuole che ci sia troppa festa… per scaramanzia, diciamo. «Vivo a Teglio e ci sto benissimo, ma io sono di Aprica – insiste -. Certo devo ammettere che Aprica, così com’è oggi, non finisce di piacermi, soprattutto dalla parte di San Pietro di Corteno, ma capisco che a livello turistico è stato importante che ci fosse uno sviluppo. Forse è cambiata l’anima paesana e vera del paese…». Ma Carugo si arrocca nei suoi ricordi dell’Aprica di allora che oggi emergeranno forti durante il consiglio comunale. Saranno presenti assessori e consiglieri in grande spolvero, oltre che famigliari ed amici di Aprica e di Teglio per un piccolo ma doveroso segno di riconoscimento per chi ha portato lustro con il suo nome ad Aprica. E che Aprica la serba sempre nel cuore.
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