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Vecchio 06-04-13, 07:03   #1
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Predefinito Santa Casa, si lavora nella cripta

Dopo la ritinteggiatura delle facciate esterne, la solidificazione delle parti lapidee e il restauro di tutte le parti pittoriche, si entra ora nella seconda fase dei lavori, quelli che riguardano la cripta: la parte più antica del santuario, usata anche attualmente per mostre, concerti e altre manifestazioni. Procedono i lavori di restauro della Santa Casa di Tresivio, come racconta Renata Abbiati, volontaria e membro del consiglio parrocchiale. «Sembra ieri che abbiamo celebrato con don Cipriano Ferrario i 350 anni dalla posa della prima pietra di questa imponente costruzione e tutti ricordiamo come anche l’allora parroco sentisse l’urgenza di riaprire alla popolazione e alle celebrazioni liturgiche il santuario, che aveva raggiunto uno stato di degrado tale che ne era sconsigliata l’agibilità – spiega Abbiati -. Si è anche arrivati un po’ alla volta, negli ultimi anni, all’impegno, da parte di volontari, di tenere aperto il santuario lauretano nei pomeriggi dei fine settimana durante i mesi estivi, per permettere, a chi fosse interessato, di visitarlo. Anche impegnandosi per offrire questa opportunità, la popolazione esprime l’attaccamento affettivo a questo prezioso bene e la fede nella devozione alla Madonna». Ma la dimostrazione di affetto più grande è venuta nel sostegno all’intervento al santuario. Un anno fa, di questi tempi, sono iniziati i lavori messi in cantiere in seguito al bando di concorso di fondazione Cariplo, che ha permesso alla parrocchia di Tresivio di accedere ad una somma consistente (500mila euro) per interventi migliorativi sul santuario, a patto che una somma altrettanto alta venisse procurata dalla committenza (in questo caso la parrocchia). «Nella fase iniziale – precisa Abbiati - l’amministrazione comunale di Tresivio e quella provinciale hanno svolto una funzione di appoggio e di incoraggiamento, rappresentando il naturale canale burocratico di collegamento tra l’ente erogatore della somma e la parrocchia, che, dopo avere lavorato a ottenere i permessi necessari e la fiducia e il sostegno della Curia di Como, porta ancora adesso il peso della responsabilità di tenere fede all’impegno assunto». Dal maggio 2012 la popolazione del paese, e di quanti hanno a cuore questa impresa, si è mobilitata ed ha risposto in modo non deludente alle sollecitazioni volte a raggranellare la somma richiesta: la sottoscrizione, proposta dalla parrocchia, ha avuto un esito soddisfacente evidenziando la buona volontà della popolazione. A questa ha fatto seguito una serie di iniziative, le più fantasiose: dalla vendita di piatti tipici, a quella di capi di abbigliamento lavorati a mano dalle donne del paese, dalla vendita di quadri, creati dall’architetto Ninatti (che tra l’altro offre la sua competenza instancabilmente e gratuitamente), alla raccolta, nelle occasioni più diverse, di somme indirizzate a questo scopo. «Il cammino davanti a noi è certamente in salita – conclude la volontaria -, anche se il nostro parroco, don Augusto Bormolini, è ottimista e fiducioso nella provvidenza, che poi si incarna nelle persone disposte ad aiutare; cosicché si aprono ancora della buone possibilità, per quelli - persone o enti - che hanno promesso il proprio contributo a sostegno di questa lodevole opera e non l’hanno ancora concretizzato, di tradurre in atto le proprie promesse».
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