Oltre 1200 alpini sui fiumi valtellinesi
Michele Longo segretario nazionale della Protezione civile Ana ha definito la decisione del presidente della sezione alpini della Provincia, Alberto Del Martino «un atto di coraggio». Continuare, cioè, nell’organizzazione dell’esercitazione del secondo raggruppamento di protezione civile Ana, avvenuta nel week end, nonostante l’emergenza terremoto in Emilia Romagna. I volontari emiliani, infatti, sono mancati, ma non quelli delle sezioni lombarde: 15 sezioni per un totale di 1036 alpini che, insieme ai circa 200 volontari di altre associazioni, hanno operato sul territorio mettendo in sicurezza gli alvei dei fiumi.
«Ringrazio la Provincia che ci ha permesso di fare tutto questo – dice il presidente Del Martino -. Portare avanti questa esercitazione in un momento difficile è stato importante per la formazione e per il territorio nonostante il dolore per quanto accaduto in Emilia Romagna». E onore è stato per Chiuro poter ospitare i campi dei volontari di protezione civile, come ha riferito il sindaco, Tiziano Maffezzini, che «hanno lavorato nell’ottica della prevenzione dei nostri torrenti e corsi d’acqua». Dieci i cantieri aperti in Valmasino, uno sul fiume Tovate a Morbegno, uno a Sondrio all’inserimento del Mallero nell’Adda, uno a Torre Santa Maria e Spriana, uno sul Lanterna a Lanzada, uno in Valfontana a Chiuro, uno sul Ron a Tresivio ed uno sul Rogna sempre a Tresivio.
«Tutti vediamo la pulizia che è stata fatta – ha commentato Longo -. È importante che i Comuni e gli enti trovino le risorse per mettere in sicurezza il territorio. Mi auguro che i giovani che ci hanno visto al lavoro prendano esempio e si domandino cosa vuol dire tutto questo». Il ruolo del volontario è stato sottolineato ampiamente nei discorsi che si sono tenuti al centro sportivo, prima della posa della corona al Monumento dei Caduti con la sfilata di tutte le sezioni. E ancora un pensiero è stato rivolto alle famiglie, senza il cui prezioso aiuto la protezione civile non potrebbe fare quello che fa ogni giorno.
«Nonostante gli impegni, dal terremoto alla presenza del Papa a Milano, abbiamo tenuto fede a tutto – ha dichiarato il consigliere nazionale Mariano Spreafico -. Noi alpini ci rimbocchiamo le maniche sempre. Abbiamo valori e abbiamo il cuore. Per questo la gente ci richiede e le amministrazioni hanno fiducia in noi. L’Italia ha bisogno di gente che non faccia tante domande, ma lavori».
E i lavori sono stati effettuati perfettamente su tutto il territorio provinciale, monitorati dal nuovo coordinatore sezionale Marco Bricalli, che ha preso il posto lasciato da Ruggero Moretti. «Anche qui vale il nostro esempio – ha chiuso Del Martino -. Moretti non si è tirato indietro e ha dato una mano e consigli a Bricalli durante l’esercitazione».
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