Premio Vido per tre
“Premio Vido” per tre: Andrea Bjeljanin della V Marinoni, Monica Guerra della VB Credaro, Alek Giovanni Petruzzi della VB Vido. Novità nell’assegnazione annuale del premio in ricordo di Angelina Vido, la maestra tiranese (1856-1955) che ha dedicato 36 anni della sua vita all’insegnamento distinguendosi per posizioni avanzate all’epoca.
Ieri pomeriggio si è svolta la cerimonia di consegna del riconoscimento alla scuola Credaro alla presenza della dirigente di circolo Luisa Porta, delle classi quinte di Credaro, Marinoni e Vido (scuola quest’ultima, situata in via Agricoltura, che è stata intitolata alla memoria della maestra Lina), del sindaco Pietro Del Simone e, soprattutto, del nipote di Angelina detta Lina, Egidio Vido, che ha tracciato un ricordo della zia che lo ha aiutato a studiare, gli ha insegnato l’onestà, la fraternità e il rispetto per gli altri. La novità è doppia: l’assegnazione della borsa di studio non a uno a ma tre alunni e l’aumento del premio voluto da Vido che lo ha portato a mille euro aggiungendo al ricordo della zia anche quello della sorella, anch’ella Lina di nome, scomparsa a gennaio, tiranese che ha visto la nascita del Parlamento europeo, avendo lavorato per il “Mercato comune europeo”, e che rientrata in Italia come dirigente in pensione del Parlamento europeo, è stata la segretaria di Giulio Andreotti. Il sindaco Del Simone ha ricordato l’impegno di Lina Vido a Roma per l’emissione del francobollo per il cinque centenario dell’Apparizione.
Ai tre studenti dell’anno, dunque, sono andati 400 euro ciascuno (la cifra restante è stata coperta dalla scuola), che rappresentano un sostegno alle spese scolastiche oltre che soprattutto un premio per il loro impegno.
Egidio Vido, che ogni anno legge un’affettuosa testimonianza della zia, ha scelto quest’anno alcune pagine di un volumetto scritto da un scolaro della zia, Marco Soltoggio. «Alta, dritta nella persona, robusta ma non grassa, capelli fulvi un poco brizzolati, tagliati corti contro le abitudini di quel tempo in quella località di montagna - scriveva Soltaggio di Lina come insegnante -. Aveva temperamento forte, volitiva, un po’ ribelle al conformismo. Aveva una fronte spaziosa e il mento piuttosto pronunciato, abituale negli individui di forte personalità. Due occhi mobilissimi, penetranti ma di dolce espressione».
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