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E' nata Con Tatto
Una struttura dove i disabili medio lievi possano vivere come fossero in una vera e propria casa. Alzarsi alle otto se vogliono e farsi una doccia, andare a fare la spesa, curare gli animali del pollaio e aiutare a preparare o sparecchiare la tavola quando ci sono degli ospiti.
Questo lo spirito con cui è nata a Teglio, per la precisione nella frazione di Somasassa, la casa famiglia “Con Tatto” gestita da tre operatori del sociale, Valentino Morcelli (presidente della cooperativa sociale), Ivano Saini e Anna Lombella. Tutti e tre hanno lavorato per cooperative sociali, finché hanno deciso di intraprendere un percorso nuovo con l'originalità di aprirlo al territorio, anzi che sia il territorio ad entrarci. Ecco come. «La nostra è una casa famiglia, normata dalla legge regionale che prevede per queste strutture un massimo di dieci persone – spiega Saini -. Abbiamo a disposizione nove posti letto con gli tutti gli standard e i requisiti previsti per accogliere, a livello residenziale, disabili medio lievi. In pratica non è prevista la presenza di infermieri o del medico. L'idea è quella di offrire a queste persone con disabilità e buone autonomie l'opportunità di vivere in un contesto famigliare dove il rapporto sia maggiormente personalizzato. In una struttura di 35 persone tutti bisogna alzarsi alla stessa ora, qui volendo si può anche tardare un attimo come si fosse in casa propria». Aspetto inusuale è quello che “Con Tatto” ha aperto anche un piccolo ristorantino “Ristora Mente”, su prenotazione nei week end, dove vengono proposti piatti tradizionali e genuini. Saini, che proviene da una famiglia di ristoratori e prima di approdare nel sociale era un albergatore, ha rispolverato le vecchie competenze per metterle a disposizione della casa famiglia. «Io cucino, ma i ragazzi ci aiutano – spiega -. Vanno a fare la spesa, piegano i tovaglioli, sistemano la biancheria, si occupano dell'orto e di un terreno coltivato con piccoli frutti. Il concetto è che l'integrazione non passa solo attraverso l'uscita dei disabili che si confrontano con l'esterno, ma avviene anche alla rovescia. Sono gli altri ad entrare nella nostra casa per pranzare o cenare insieme a noi. Stiamo preparando un menù proprio in questi giorni che inizia con “Gentili ospiti”, perchè di fatto chi entra è un ospite, non un cliente». Attualmente gli utenti della casa famiglia, che si trova poco lontano dal laghetto di Somasassa in un posto tranquillo e immerso nella natura, sono cinque, saliranno a sette a settembre con l'ingresso di una nuova persona. Gli ultimi due posti sono, invece, riservati al cosiddetto “sollievo”, ovvero per il soggiorno temporaneo di disabili che consente alle famiglie o ai genitori di far fronte ai propri bisogni. |
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