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Abriga.it 08-03-15 21:45

Chi educa i nostri figli?
 
Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio, dice la cultura africana. Non è tanto distante anche quello che la nostra cultura – proiettata, invece, di più all’individualismo – dovrebbe tenere in considerazione. Della questione educativa dei figli e dei ragazzi come un sistema aperto ha parlato Francesco Belletti, direttore del Centro internazionale studi familiari, all’auditorium Mascioni a Villa di Tirano, ospite del progetto Sinergie educative che, ormai da diversi anni, promuove incontri di formazione e informazione per genitori, insegnanti ed educatori. Presentato dal dirigente dell’Istituto comprensivo di Teglio Maurizio Gianola, che organizza il ciclo di incontri insieme all’Istituto comprensivo di Tirano e ai Comuni da Tirano a Castello dell’Acqua, Belletti, attingendo anche alla sua esperienza di padre oltre che di esperto, ha toccato alcuni temi chiave per far capire chi siano gli amici o i nemici dell’azione educativa, chi coinvolgere e da chi mettersi in guardia. Internet ad esempio: grande opportunità, importante strumento per stare in contatto con gli altri, ma anche rischio se utilizzato male.
«Qual è l'uomo felice nella nostra cultura – ha domandato Belletti - ? Quello che ha vere persone con cui stringere rapporti o chi sta solo perché ritiene che gli altri sono vincoli alla sua libertà e autorealizzazione?». Belletti ha invitato alle relazioni con gli altri e ad impostare un’educazione rispettando la libertà dei figli. «Il mondo ha le sue regole, che sono più forti del mio desiderio e del mio sogno – ha detto -. Devo insegnare al cucciolo d'uomo ad entrare nella realtà rispettandola, imponendo il rispetto delle regole, altrimenti i ragazzi diventano degli incompetenti. Una volta l'educazione era piena di regole sociali e limiti. Oggi non siamo capaci di governare questa esplosione della centralità della persona». Belletti ha detto che il genitore deve guardare il figlio volendogli bene perché è diverso da lui. «Bisogna accogliere quello che l'altro è – ha aggiunto -. Questa è la funzione più importante dell'esperienza famigliare. Se in famiglia le persone riescono a volersi bene essendo diverse, queste sapranno anche rapportarsi in una società dove tutti si è diversi». Chi educa i nostri figli? La famiglia si trova a fare i conti con tanti educatori, anche gli allenatori sportivi assumono un ruolo importante. «Oggi i genitori hanno dei competitori nella relazione educativa che intercettano la parte emotiva del nostro ragazzo. Bisogna averne consapevolezza e costruire alleanze con loro», ha concluso.


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