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Vandali colpiscono il crocefisso al Baradello
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Un gesto deprecabile, compiuto da ignoti senza un minimo di rispetto del sacro, oltre che di una sua rappresentazione venerata da tutti.
È quanto accaduto a San Pietro di Corteno Golgi al confine con Aprica dove è stato compiuto un raid vandalico nei confronti del crocefisso ligneo situato in via Valeriana a San Pietro, poco a ovest del bivio con via Baradello fra Aprica e Corteno Golgi. Le mani e le braccia pietose di Franco Corvi e di uno suoi figli hanno recuperato e portato al sicuro ora quanto resta del bel crocifisso che era un punto di riferimento per passanti, fossero residenti o turisti. Rotto lo stelo alla base, braccia e naso del Cristo spezzati, il piccolo e curatissimo monumento (un mazzo di fiori artificiali e un lumino lo adornavano) era rovesciato contro la rete della rientranza che lo ospitava su un piedistallo di calcestruzzo. A segnalare per primo il misfatto, avvenuto probabilmente la notte precedente a opera di inqualificabili vandali, Davide Negri, che ha postato su facebook alcune foto, allertando indirettamente i concittadini e i proprietari del fondo e del manufatto devozionale, appunto la famiglia Corvi. Desolato, ovviamente, papà Franco, che non si capacita del fatto che si possano verificare gesti di questo tipo, senza il minimo rispetto, pudore ed educazione. Corvi, però, ha manifestato l'intenzione di ripristinare prima o poi il crocifisso, anche se sarà opera non semplice. Un fatto altrettanto grave – se non di più, visto il precedente reato – è quanto avvenuto a Chiavenna qualche giorno fa, quando è stata distrutta la croce di suor Maria Laura Mainetti. Nella serata del primo gennaio, alcuni cittadini hanno notato che il piccolo monumento situato a Poiatengo sulla pista ciclabile, nel luogo dell’omicidio del 6 giugno 2000, era in pessime condizioni. Qualcuno (denunciato in seguito un ragazzo minorenne) aveva spezzato la croce in sasso posizionata sul luogo del delitto, lasciandola sul pavimento e spostando anche gli altri oggetti (lumini, fiori e biglietti) depositati alla base del manufatto. Sia a Chiavenna sia nei pressi di Aprica si tratta di gesti sconsiderati, di persone – giovani o adulti che siano – incuranti del bene pubblico e del significato che questi simboli rappresentano per la comunità. |
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