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Abriga.it 05-08-13 08:04

"I ragazzi devono conoscere la fatica"
 
«A 12 anni quando esplode l’adolescenza i ragazzi di oggi non conoscono il proprio corpo e vanno in crisi. Non è giusto. I bambini devono sbucciarsi le ginocchia da piccoli, soffrire un po’ la fame e il freddo. Ai genitori dico: fate piantare un chiodo a vostro figlio per capire come si fa. Una società che ha tutto, sbaglia tutto…». E’ stata una vera e propria lezione educativa, più che una predica, quella che don Antonio Mazzi ha tenuto nella chiesa Sant’Eufemia di Teglio mercoledì ospite, come ogni anno, del parroco don Flavio Crosta e del presidente dell’Accademia del pizzocchero Rezio Donchi. Il fondatore della comunità Exodus, con quel suo stile inimitabile capace di colpire gli animi di chi lo ascolta con un linguaggio colorito e diretto, ha presentato il suo ultimo libro “L’abecedario dello sportivo” nel quale propone alcuni decaloghi di comportamento per madre, padri, maestri, giovani e per l’intera società. «Un prete dell'oratorio come me dà più importanza allo sport che al catechismo», ha detto ridendo, per poi aggiungere «Certo, li faccio tutti i due». E, riferendosi al Santo Padre: «Speriamo che con questo Papa che ha fatto “ballare” vescovi e cardinali, si capisca l'importanza del corpo. In che società siamo? Anche nel matrimonio è sparito il corpo. Il corpo non serve solo per far sesso, servono la stretta, lo sguardo, l'abbraccio, oggi invece il matrimonio funziona se il marito è a tremila chilometri di distanza». Prendendo spunto da alcuni consigli contenuti nel libro – che è stato venduto per sostenere i progetti di don Mazzi – il religioso ha chiesto delle promesse ai presenti e, in generale, a tutti: «Promettetemi e promettetevi che giocherete di più con i vostri figli e che darete meno regole. Quando un figlio arriva a casa ha venti “comandamenti” da risolvere: cambiarsi, lavarsi di denti, farsi la doccia, stare composto mentre guarda la tv. Non dico che non ci debbano essere le regole, ma poche. Una è fondamentale: senza fatica non si fa niente. Noi abbiamo abolito la fatica, abbiamo un paese di cartapesta, un paese dei balocchi. E’ capitato così che se un ragazzo ha preso 4 in matematica, si è buttato giù dal quarto piano». Ai papà ha chiesto di cenare insieme in famiglia. «Non è possibile che non ci si veda mai, mangiate tardi, ma mangiate insieme. Leggete una pagina di un libro serio a tavola e discutetene. Promettete che ascoltate con umiltà quello che dicono gli altri, soprattutto gli adolescenti. Tenete socchiusa la porta di casa, disponibile ad aggiungere un posto a tavola, soprattutto per gli amici del figlio. Permettete ai figli di fare “casino”, se questa parola l’ha usata il Papa, possiamo farlo anche noi… E soprattutto guardatevi negli occhi che siano sempre limpidi, genuini, trasparenti e capaci di meravigliarsi».


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