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Abriga.it 17-03-13 07:56

Pentacom vs Pontese: parlano i presidenti
 
«La nostra non è concorrenza: la Pentacom è cresciuta, senza fare sgarbi a nessuno».
Eugenio Formolli, presidente della Pentacom l’associazione sportiva che raggruppa quattro Comuni (Montagna, Poggiridenti, Tresivio e Chiuro), commenta così l’uscita dal sodalizio del Comune di Ponte che ha deciso di sostenere l’Usd Pontese.
Formolli dice la sua sulla vicenda che sta tenendo alta l’attenzione in questi giorni. «Quando le cinque amministrazioni avevano fondato la Pentacom – spiega -, dandole un ruolo di coordinatore delle attività sociali e sportive dei paesi, al primo consiglio si era fatta una panoramica delle realtà presenti. Le singole polisportive si sono azzerate entrando nella Pentacom, mentre la Pontese, che allora aveva oltre 30 anni di attività alle spalle (ora sono 50), ha proseguito per la sua strada». Poi è venuta l’offerta di Pentacom alla Pontese di organizzare tutto il settore di calcio sfruttando le strutture come i campi di Chiuro, Montagna e Poggi o la palestra di Trevisio.
«La Pontese avrebbe organizzato con la sua esperienza il calcio, ma l’unico vincolo era che cambiasse il nome – dice Formolli -. Il significato del progetto consorziale era quello di una realtà neutrale che unisse tutti e cinque i Comuni. Era una questione di forma e di sostanza. I quattro sindaci avrebbero finanziato il progetto Pentacom valido e uguale per tutti a livello sovra comunale, ma la Pontese ha declinato. Per due anni abbiamo collaborato, tutti i ragazzi che avevamo a disposizione li abbiamo passati alla Pontese, ma poi un accordo non si è trovato». Formolli ricorda l’incontro fatto, alcuni anni fa, con l’allora sindaco di Ponte, Luigi Tempra, che era finito in un nulla di fatto. «Come presidente di Pentacam non avevo il mandato degli altri quattro sindaci a “svendere” il nome – aggiunge Formolli -. Si decise che ognuno sarebbe andato per la propria strada senza creare conflitti».
Il settore calcio è, però, cresciuto. «È naturale che un progetto che unisce 5 Comuni, un bacino di 12mila abitanti ed ha a disposizione strutture è andato avanti. Oggi abbiamo 200 giocatori di calcio. Ma non accetto il termine concorrenza, siamo cresciuti rispettando l’Usd Pontese. La concorrenza, se vogliamo vederla, è in campo alla domenica quando ci si confronta». Formolli dice di essere dispiaciuto per come è andata e, insieme a lui, i sindaci, visto che «l’indirizzo della politica era quello di consorziare i servizi facendo economia e lo sport sembrava il modo più facile di farlo. Di fatto noi non usiamo le strutture di Ponte, ma a livello di immagine è un peccato quanto successo». Quanto alle mancate agevolazioni per la Pontese che paga le strutture sportive come le altre associazioni sportive al di fuori della Pentacom, Formolli replica: «C’è un patto di collaborazione per la gestione delle strutture fra le polisportive. La Pontese ha aderito per due anni e poi è uscita. A quel punto è scattato un tariffario diverso, anche se si sta parlando di pochi euro».
«Ci tengo a chiarire che quanto è accaduto non è di certo per colpa dell’Usd Pontese». Parla Marco Toppi, presidente dell’unione sportiva di Ponte in Valtellina che entra nel merito della querelle che si è aperta fra l’associazione calcistica di Ponte e la Pentacom (l’associazione sportiva di 5 Comuni, da cui Ponte è ora uscito). L’impressione di Toppi è che si stiano usando un peso e due misure nel valutare la vicenda. E spiega perché. «Innanzitutto quando la Pentacom è nata l’unica realtà forte con una squadra era la Pontese, negli altri casi si trattava di associazioni con pochi iscritti – precisa -. Per un anno c’è stata una fusione con la formazione della Pontese Pentacom. Nel 2000 la Pentacom poi si è presentata dicendo: “O entrate o non si fa più nulla”». E così ognuno è andato per la sua strada. Ma Toppi evidenzia un altro aspetto finora sottaciuto. «Nessuno dice che la Pentacom allena solo il settore giovanile? Dagli allievi in su, infatti, è stata fondata la Penta 08 che viaggia per conto sua, ha sede a Sondrio e presidente Michele Rigamonti. Si tratta di una società estranea alla Pentacom, ma tutti fanno finta di niente…». Ecco qui il peso e due misure. Toppi rincara dicendo: «Quanto la Penta 08 ha deciso di non occuparsi degli juniores, questi ragazzi non li ha mandati alla Pontese ma a Piateda». Insomma l’amarezza è evidente. Oltre al fatto che per Toppi i vantaggi per la Pontese erano pochi. «Noi che facciamo parte dei cinque Comuni non abbiamo avuto agevolazioni sulle strutture – aggiunge -. In generale per Ponte, che pagava un contributo annuale, i benefici erano pochi. Mi spiace per la situazione che si è creata, ma non è per colpa nostra».


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