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Una piazza a Giuseppina Mazzoni Rajna
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Nobiltà d'animo, una buona parola per tutti unita al desiderio di rendersi utile. Semplicità dei modi, affabilità e dolcezza nelle parole che mettevano ciascuno a proprio agio, un comportamento sintesi fra la congenita finezza del suo sentire e l’esperienza di vita con relazioni sociali intense. Giuseppina Mazzoni Rajna, storica dell’arte, docente del liceo Piazzi, presidente del Centro tellino di cultura per un ventennio, nipote del celebre filologo Pio Rajna, è stata per Teglio e per la Valtellina una figura importante che, ieri, Teglio ha voluto ricordare intitolandole una piazza. Una piazza speciale, potremmo dire. Non per dimensioni, ma per collocazione: a due passi da municipio e chiesa, di fronte alla casa dove la famiglia di Giuseppina ha vissuto e vive tuttora. Per salutare questo avvenimento, a lungo atteso dalle associazioni culturali telline, la sala consigliare ieri era pienissima di persone (fra cui gli studenti e i tellini in abito folkoristico) che hanno ascoltato il ricordo commosso dei relatori. Aneddoti - anche e soprattutto -personali hanno ricostruito il profilo di una donna straordinaria, la nonna di Stefano e Simonetta Mazzoni, che tanto si sono spesi per questa cerimonia insieme all’assessore Fabio Cattania e Agnese Bresesti di “Incontri di civiltà”. Magistrale la relazione dell’attuale presidente del Centro tellino di cultura, Gianluigi Garbellini, tesa non solo a illustrare i numerosi eventi che Mazzoni Rajna organizzò a Teglio. «Giuseppina amava appassionatamente Teglio, un amore, assorbito con il latte della balia di S. Rocco, che si unì a quello della città del suo cuore Firenze – ha detto -. La “sciura Pina” era persona senza alterigia, che comunicava con tutti. Nel clima del frenetico e scoordinato boom edilizio, che aveva portato cose troppo nuove e illusioni, non esitò ad indire una pubblica assemblea per far capire alla gente il pericolo in atto. Ancora la vedo a 80 anni guidare la serata nell'affollata palestra, dove non aveva esitato a redarguire nel 1984 l'amministrazione comunale». Augusta Corbellini, presidente della Società Storica Valtellinese, ha letto il ritratto di Giuseppina scritto da Laura Meli Bassi, presidente emerita della SSV, e ha ricordato quando Mazzoni con Meli Bassi andò in visita alla chiesa di S. Ignazio ed salì sui ponteggi per conoscere da vicino i dipinti. Ma Pina fu anche la madrina del riavvicinamento famigliare dell’assessore tiranese Bruno Ciapponi Landi con il padre, come ha raccontato l’amico. «Teglio ha bisogno di far sentire la voce della sua antica civiltà, ci aiuti e le saremo gratissimi in eterno», è invece la lettera che Mazzoni Rajna scrisse a Sandro Nava, amministratore delegato Pezzini, che non riuscì a non rispondere a tale richiesta, sponsorizzando gli eventi che la «distinta signora» promosse a Teglio dove, grazie all’interessamento dell’allora assessore alla Cultura della Provincia di Sondrio, Guido Visini, venne pubblicata la monografia “L’Orlando Furioso in Valtellina”.
«Per fare le cose ci vogliono amore e dedizione perché la conquista vuole amore e dedizione». Questa la ricetta di Giuseppina svelata dallo scrittore Ernesto Ferrero, egli stesso parente – attraverso la moglie Carla – del parentado di “nonna Pina”, «la nostra nonna, ma la nonna di tutta Teglio – ha detto il direttore della Fiera del libro di Torino -. Dostoevskij chiedeva se la bellezza salverà il mondo. Cerco di rispondere: la bellezza non piove dal cielo, per crearla ci vuole fatica. Una volta creata, bisogna identificarla, capirla, metabolizzarla e trasmetterla. Questo dovrebbe fare l'educazione. Questo ha fatto nonna Pina, che voleva preservare l’identità culturale di Teglio e dell'Italia, un patrimonio non da seppellire come si faceva all'epoca e che oggi ancora si fa sotto la coltre del cemento». «Oggi ricordiamo nonna Pina non perché è una figura archeologica, che si onora e che poi releghiamo in soffitta – ha aggiunto -. Siamo tutti qui è perché crediamo che questa sua lezione sia viva, attuale e profetica e innovativa. Dobbiamo deciderci a guardare indietro e a vivere quello che è stato fatto, che fa parte della nostra tradizione». Infine una primizia: su proposta dell'associazione Bradamante, accolta dal Centro tellino di cultura e degli Amici di palazzo Besta, sarà ripubblicato nel 2013 il saggio “L'Orlando furioso in Caltellina”, non un’illustrazione del poema, ma una re invenzione del poema con il linguaggio di una pittura che pare tanto l’antenato dei fumetti. |
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