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Alpini: erano i 12mila, forse 15mila
«I segnali positivi di una massiccia presenza c’erano, ma mai ci saremmo aspettati tanto». Alberto Del Martino, presidente della sezione valtellinese di Sondrio, parla dopo aver dormito 12 ore, finalmente. Messa da parte la tensione (non ancora la stanchezza), Del Martino, a bocca ferme, tira un bilancio del raduno di secondo raggruppamento che ha portato a Sondrio una marea di penne nere e gente sulle strade. C’è chi ha azzardato 15mila persone, il presidente – per prudenza – si ferma a 12mila, ma non meno. «Dalle prenotazioni sapevamo che molte persone sarebbero arrivate, quando però le previsioni hanno dato bel tempo abbiamo percepito che ne sarebbero arrivate a frotte. L’alpino è così, imprevedibile e sceglie di partire anche il giorno stesso».
Così è stato tanto che, ad un certo punto, l’apparato organizzativo ha avuto qualche minuto di black out. «Prima della sfilata abbiamo visto una fiumana inarrestabile di persone che continuare ad arrivare in piazza – ammette Del Martino -. Non capivamo più niente. Poi, grazie alla protezione civile, siamo riusciti a creare un corridoio per farle defluire. Il ritardo di 15 minuti è dovuto a questo». A quel punto è partita la sfilata e non ce n’è stata più per nessuno. «E’ venuta bene, senza intoppi. L’intuizione del sindaco di questo percorso, non troppo corto né troppo lungo (2 km), è stata indovinata – prosegue -. Soprattutto mi è piaciuto vedere la città che si è mossa, i sondriesi che sono scesi in piazza e per le strade. Gli alpini sono capaci di fare anche questi miracoli…». Apprezzata anche la presenza dei gonfaloni comunali e dei sindaci. «Per questo ringrazio i Comuni, in particolare quello di Sondrio, tutte le istituzioni e chi ci ha sostenuto», dice Del Martino che non dimentica un aspetto importante: quello della sicurezza. Il potenziamento dei soccorsi è stato fondamentale, anche se fortunatamente nulla di grave è successo. «Un grazie va alla Croce rossa militare con 40 persone, alla Croce rossa civile e al 118 per il cordone di sicurezza che ci è stato garantito». Marino Amonini, che ha lavorato dietro le quinte ma con grande determinazione, parla di un «lavoro di squadra» che ha premiato l’operosità di tutti quanti hanno contribuito. «Il raduno è stato una vetrina importante – dichiara Amonini –. Alla fine della giornata ho chiesto al presidente nazionale, Corrado Perona, di definire in tre aggettivi la manifestazione. Lui ha detto: favoloso il tempo, favoloso gli alpini, favolosa l’organizzazione. Più di così…». Infine il messaggio del presidente per il quale il raduno non è stato solo “il bello”, ma anche il lancio di messaggi importanti di amicizia e solidarietà, affinché questi valori vengano davvero portati avanti. |
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