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Abriga.it 21-05-12 08:30

Poggi: 14 At fanno discutere
 
Quattordici ambiti di trasformazione a Poggiridenti, ovvero aree che da agricole diventano edificabili, sono troppi e non corrispondono al principio ispiratore del Piano del governo del territorio che è quello della salvaguardia del territorio e del recupero del centro storico.
Il consumo del suolo – argomento caldo ormai a livello provinciale – è stato il filo conduttore anche del consiglio comunale di Poggiridenti chiamato, mercoledì sera, ad esaminare le osservazioni al Pgt e ad approvare definitivamente il nuovo strumento urbanistico. Una riunione condotta in un clima di discussione costruttiva e pacata durata fino alle due di notte, durante la quale sono state analizzate le osservazioni pervenute al Comune da Arpa, Provincia, Regione, Asl, cittadini e opposizione. Al di là dei tecnicismi e dei casi particolari, ciò che ha destato perplessità nel gruppo di minoranza guidato da Fabrizio Brenz Verca è il numero degli ambiti di trasformazione: 14 inizialmente ora scesi 11, tutti con valore residenziale. «Abbiamo puntato sul fatto di dare una possibilità di scelta agli operatori del settore, di creare un principio di concorrenza – ha spiegato l’architetto Gianandrea Maspes, redattore del Piano -. Se dovessimo indicare solo pochi ambiti di trasformazione i prezzi dei terreni andrebbero alle stelle. Naturalmente il Pgt parte dal principio che ci sia, alla base, una gestione attenta del territorio attenta». «Non è mettendo quattordici At che si calmiereranno i prezzi», ha replicato Lorenzo Piasini della minoranza, incalzato da Brenz Verca per il quale se «si dà la possibilità di costruire, questa è per tutti. Potrebbe verificarsi che tutti gli ambiti di trasformazione partano e a quel punto non c'è più problema di prezzo». Peraltro nel frattempo un terreno, divenuto At, è soggetto al pagamento dell’Imu e, dunque, crea un’aspettativa edificatoria nel proprietario. Maspes ha, a sua volta, risposto che c’è una quota annuale di possibilità costruttiva e che in cinque anni si può realizzare un indice di edificabilità inferiore al Piano territoriale di coordinamento provinciale. «Non bisogna fare un processo alle intenzioni», quindi per l’architetto.
Scettico Paolo Prandi della minoranza: «Il Pgt arriva oggi perché ci sono stati degli eccessi nel passato. Uno degli scopi del Piano è quello di incentivare il recupero del centro storico». «Se avessimo ragionato così – ha replicato il vicesindaco, Flavio Valesini - nessuno avrebbe costruito la casa nuova, tutti sarebbero andati a ristrutturare la case del centro storico. Abbiamo cercato solo di accontentare, dove possibile, le richieste dei cittadini che vogliono costruirsi la casa».
In conclusione il Pgt è passato con il voto contrario dell’opposizione per alcuni punti. Minoranza che ritiene sovradimensionati i 14 At che comporteranno l’aumento di 600 unità della popolazione che, con riperimetrazione del tessuto urbano consolidato (già abitato) e il recupero del centro storico, potrebbe addirittura raddoppiare e arrivare a 4.500 abitanti.


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