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Ecomostro: si fa strada l'ipotesi dell'irregolarità
Due ore di discussione con momenti di tensione; la minoranza che accusa la maggioranza di «aver lasciato fare», la maggioranza che si difende dicendo che non «era di sua competenza» la concessione edilizia per il contestato immobile di proprietà di Sandro Bambini in via Panoramica. Per l’opposizione l’amministrazione ha perso «credibilità», mentre l’assessore Ermanno Maranga rigetta con forza le insinuazioni, venute dalla gente, che si sia in Comune per fare i propri comodi: «Anzi, è il contrario». E poi l’ipotesi finale, pesante come un macigno: che la pratica di Bambini possa non essere regolare.
Il consiglio comunale di Ponte, convocato venerdì sera per aprire un dibattito sulle concessioni edilizie comunali con riferimento al “casus belli” apertosi con la costruzione in via Panoramica, ha rispettato le attese ed è andato anche oltre. Il sindaco, Franco Biscotti, ha esordito di aver voluto convocare questo consiglio «anomalo» - fatto per discutere, non per votare - per «trasparenza». Dopo un’introduzione in cui ha spiegato che il rilascio delle concessioni compete all’ufficio tecnico, ha ricostruito la storia del fabbricato contestato in via Panoramica. «Quell'area oggetto di intervento era agricola nel Prg del 1978 e tale è rimasta fino al 2001 – ha spiegato -. Nella proposta di adozione di variante generale al Prg nel 2001 l'amministrazione propose il mantenimento dell’area come agricola. Durante il periodo di presentazione delle osservazioni, il proprietario di quell’area (che non era Bambini) presentò un’osservazione chiedendo che fosse trasformata da zona agricola a zona residenziale. L’osservazione fu accolta dal consiglio comunale con l'astensione di Bambini (allora in minoranza) e di un consigliere di maggioranza. Questo per dire che ognuno si assuma le proprie responsabilità». Dunque su quell’area si può costruire. Il problema è il come. «Non sfugge a nessuno che il problema ora coinvolga la giunta e l’amministrazione tutta – ha replicato il capogruppo di minoranza, Nora Valesini -. Sentiamo la necessità di capire meglio e siamo a disposizione affinché questa amministrazione possa recuperare credibilità». «La credibilità non si gioca su una pratica edilizia – ha risposto il sindaco -. Io ho detto che siamo responsabili nella fase della pianificazione. Non voglio vedere chi ha visto questo progetto in Commissione paesaggio defilarsi…». A quel punto ha preso la parola Raffaele Mitrano per il quale non è corretto scaricare tutte le responsabilità sull’ufficio tecnico: «Siamo di fronte ad un’amministrazione qualificata, è possibile che nessuno sia andato a vedere cosa si stava facendo? Sulle altre brutture fatte in questi sei o sette anni non si può intervenire, su questo caso si deve farlo». Poi Mitrano ha sganciato la bomba: «Il fabbricato preesistente su quel terreno ha ottenuto un condono nel 2008. I metri cubi condonati poi non sono considerati nel calcolo del nuovo edifico, consentendo di edificare così 3mila metri cubi. In pratica è stato fatto un regalo. La responsabilità politica c’è, perché l’amministrazione ha permesso l'applicazione di una deroga al Prg. Guardando i documenti, inoltre, ci sono altri elementi che fanno pensare ad una dubbia regolarità del procedimento. Ad esempio la delibera di giunta del 28 giugno 2010 con la quale si rilascia il permesso di costruire a un fabbricato di uso agricolo, quando quella è zona residenziale». «Se ci sono irregolarità non ne rispondo io, ne risponde chi ha emanato il provvedimento – ha replicato Biscotti -. Non è compito del sindaco firmare i metri cubi. Queste vicende, se sono vere, sono gravi, ma non le conosco. Io mi assumo la responsabilità politica di scelte pianificatorie sbagliate, ma oltre non posso andare». «Ci state prendendo in giro – ha sbottato Francesco Bertoletti -. Non è possibile che non abbiate preso in mano la concessione edilizia e so anche che state convincendo Bambini a togliere un piano». Ha chiuso la discussione, coniugando la problematica in vista del futuro, il consigliere di maggioranza Cristian Ramponi: «Non ho intenzione di entrare nel caso specifico, ma spero che da questo esca una sana discussione per migliorare, già adesso, quello che stiamo facendo per il Piano del governo del territorio, per non ritrovarci fra dieci anni a parlare degli errori che potremmo fare ora». Non ha voluto essere presente al consiglio comunale Sandro Bambini, assessore all’Agricoltura di Ponte e proprietario dell’edificio finito sotto i riflettori in paese. «Non riuscirei a garantire con la mia presenza la serenità nella discussione», ha scritto nel testo che il sindaco ha letto ad inizio della seduta. «Chi mi conosce sa che non mi sono mai sottratto al dialogo, al confronto e allo scontro quando necessario – si legge nel documento -. Gli stessi capiranno quanto mi pesa non presenziare a questo consiglio che ho pienamente condiviso con la maggioranza su un tema generale, che cadrà inevitabilmente sul mio caso specifico. Mi sentirei all’ultimo atto di un processo andato in scena da oltre un mese sulla stampa locale e sulla rete internet con già inclusi pesanti giudizi e sentenze inappellabili». In difesa di Bambini ha parlato strenuamente il vicesindaco, Massimo Sertori: «Questa edificazione non è per fare speculazione edilizia, ma è di un cittadino che vuole implementare la sua attività. Sandro Bambini ha sempre dimostrato serietà professionale e rispetto, sappiamo quanto si sia impegnato». A fronte delle ipotesi di irregolarità edilizia, Sertori ha detto di non essere nelle condizioni di dire se la concessione edilizia è stata rilasciata nel modo corretto. «Sono portato a pensare di sì, però – ha aggiunto -. Il tecnico comunale di Ponte è pignolo, non è uno che lascia correre. Anzi sono molti i cittadini che si lamentano perché è molto puntiglioso. Qualcuno ha detto che non abbiamo controllato. Noi non dobbiamo entrare nel merito della norme tecniche. La parte politica non deve influenzare la parte tecnica. Ritengo grave l'affermazione sull'applicazione delle leggi. Insinuazioni non se ne fanno. Se ci sono situazioni anomale, ci sono le sedi opportune, ci si rivolga alla Procura della Repubblica. Un conto è la concessione edilizia, un conto la questione estetica. Su questa non mi esimo dal fare considerazioni: l'impatto, innegabile, è stato accentuato dal fatto che sia un prefabbricato, non parallelo alla strada e si trova su un dosso». Ma che fare per il futuro? Il vicesindaco ha consigliato di prevedere per i progetti di edificazione in determinate zone l’obbligo di inserire rendering oltre ai prospetti: «Questo potrà aiutare la Commissione comunale per il paesaggio. Condivido anche la necessità di una maggiore attenzione ai colori delle case, come suggerito da Mitrano, in modo che non siano impattanti». |
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