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La scultura del legno arriva in Valtellina
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Evento d’eccezione quello che si è svolto a Chiuro con i corsi di scultura del legno tenuti dal maestro-scultore, Filip Piccolruaz, insegnante alla scuola professionale d'arte dell'intaglio del legno di Ortisei e figlio dell'altrettanto noto scultore Helmuth G. Piccolruaz, tuttora in attività. Le loro opere, in prevalenza di arte sacra, sono esposte in molte cattedrali europee. Il giovane della Val Gardena, patria della scultura lignea da 450 anni, insegna le tecniche agli 11 iscritti al corso di scultura che si tiene per la prima volta in Valtellina nel laboratorio ristrutturato nel locale di fianco alla biblioteca comunale di Chiuro. Organizza l’iniziativa l’Associazione Valtellinesi Intagliatori, i cui associati già, negli anni passati, sono stati ad imparare i segreti della lavorazione del legno ad Ortisei.
«Sarebbe bello poter avere una collaborazione stabile sia con Filip che con suo padre Helmuth – spiega Saverio Flammia dell’Avi - con accessi bisettimanali in Valtellina, in modo da garantire un livello più elevato di formazione ai nostri soci, che questo mese hanno raggiunto il numero di 130 iscritti. Un'adesione impensabile al momento della nostra costituzione, avvenuta appena un anno fa, cui ha contribuito la promozione del nostro sito internet che registra migliaia di contatti». Ieri ha fatto visita al laboratorio anche il sindaco di Chiuro, oltre che presidente della Cm di Sondrio, Tiziano Maffezzini, con il quale l’Avi ha pensato di sviluppare meglio l’idea. «Ci piacerebbe poter avviare a questa formazione, facendoli studiare alla scuola di Ortisei, i ragazzi, che già dall’età di 15 anni seguono i corsi di Guido Combi a Chiuro – sempre Flammia -. Intendo dire che si potrebbe puntare oltre all’hobbistica. I falegnami, per esempio, hanno necessità di adornare mobili o avere pannelli con strutture in bassorilievo». E sulla bontà dell’iniziativa viene la conferma di Piccoloruaz di Ortisei, valle dove 150 maestri si occupano della scultura del legno e lo fanno di lavoro. A Chiuro l’impegno e l’entusiasmo non mancano. «Con soli 20 euro di iscrizione siamo riusciti a sistemare il laboratorio tutto con il lavoro di fabbriceria dei nostri iscritti – aggiunge Flammia -, ad acquistare gli attrezzi. Non abbiamo chiesto contributi a nessuno. Avremmo, però, ora bisogno di una sede stabile che Chiuro ci ha promesso e un laboratorio che sia capace di ospitare questo grande numero di persone, fra cui il gruppo della Valposchiavo». Peraltro Chiuro è un paese di lunga tradizione, perché i maestri lignari hanno ricavato pregevoli manufatti che ancora oggi si possono ammirare nelle chiese e nei palazzi, come riferisce il presidente della biblioteca Faccinelli, Giorgio Baruta. «Stiamo cercando di creare un corpo insegnanti – conclude il presidente Guido Combi -. Il nostro scopo è diffondere la cultura della manualità, della bellezza dell’arte del legno». |
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