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Nuovo insediamento turistico-ricettivo?
Per il sindaco di Tresivio, Fernando Baruffi, è «prematuro parlarne, perché tutto è ancora in embrione», il sindaco di Piateda, invece, lancia un sassolino e esprime un desiderio: che Piateda e la zona di fondovalle (al confine con Tresivio) possa contare su una struttura turistico-ricettivo che in paese manca e che possa sviluppare quel turismo che stenta a decollare con incisività.
La ricetta potrebbe venire dal nuovo Piano del governo del territorio, cui il Comune sta lavorando – a breve sarà convocata un’assemblea pubblica e sul sito regionale della sivas sarà pubblicato il documento di piano – e nel quale la zona della Fiorenza potrebbe essere destinata a questo scopo. Parliamo dell’area di confine fra Piateda e Tresivio dove l’amministrazione di Piateda è orientata ad individuare un ambito di trasformazione. «Se l’idea dovesse venire avanti insieme al Comune di Tresivio, penserei ad un insediamento turistico-ricettivo che a Piateda non abbiamo, fatto eccetto per l’ostello che stiamo costruendo – spiega il sindaco, Aldo Parora -. Si tratterebbe di un intervento rispettoso del territorio, con casette di massimo due o tre piani, adeguate alla morfologia del territorio che è in pendenza, con muratura tradizionale, alberghi di piccole dimensioni, negozietti riservati alla vendita e alla mostra dei prodotti tipici locali. Insomma una sorta di “villaggio Valtellina”, ecco come mi piacerebbe chiamarlo». Piateda destinerebbe al turismo 22mila quadri di territorio. «La ritengo un’opportunità importante per favorire il turismo nel fondovalle, creare sviluppo al paese e un indotto economico – continua Parora -. I turisti di passaggio potrebbero essere invogliati a fermarsi, mentre per gli abitanti il villaggio costituirebbe una bella zona con portici e una piazza. Peraltro, in questo punto, è previsto lo svincolo della futura superstrada. Altrimenti oggi si vedono sorgere solo capannoni, basta! Pensiamo a qualcosa di alternativo e utile». Più tiepido il sindaco di Tresivio: «Si è parlato della possibilità di un insediamento di questo tipo, visto che siamo due Comuni confinanti, divisi dalla strada provinciale che sale – dice Baruffi -, ma è prematura qualsiasi considerazione sull’argomento». Tornando al Pgt di Piateda, sono arrivate in municipio 65 fra richieste o osservazioni dai privati. «Il nostro indirizzo è, in linea generale, quello di conservare il tessuto già consolidato e porre un freno all’espandersi delle frazioni – conclude Parora -. Le richieste saranno per il 70% accolte, perché rientrano in questo intendimento di conservare l’esistente senza sprecare il territorio. Al contrario credo che l’ambito di trasformazione della Fiorenza possa essere interessante per il paese». |
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