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Muppet 16-01-07 10:08

Tratto dalla Provincia di Sondrio del 16 Gennaio-

Pian Gembro, la riserva naturale che vuole diventare una risorsa.
Visitatori in aumento e progetti importanti per la zona umida gestita dall'ente montano che ha affidato al biologo Pedroni, direttore del centro ecofaunistico di Aprica, il rilancio


tiranopuntare sulla fruizione, nel rispetto dell'ambiente, della riserva naturalistica di pian gembro - un gioiello di grandissimo valore situato all'interno del territorio comunale di villa di tirano, ma gestito dalla comunità montana di tirano - affinché la stessa diventi una risorsa importante per il tiranese veicolando un buon numero di visitatori. e' questo l'obiettivo che si prefigge l'ente comprensoriale che, stipulando una convenzione pluriennale, ha affidato alla società “natura alpina” del biologo bernardo pedroni (già direttore dell'osservatorio eco-faunistico alpino di aprica), l'intero settore didattico-naturalistico della riserva. una zona umida molto interessante, «che rappresenta - si legge sulle pagine web dell'ente di gestione - uno stadio avanzato del processo di occlusione di un bacino lacustre residuo, legato agli eventi glaciali del quaternario. e' costituita da una torbiera di transizione a dossi di sfagni, molto rara in italia. l'interesse floristico è notevole per la presenza di alcune specie rare». la convenzione contempla numerose visite guidate, la presenza quotidiana “sul campo” e la gestione di alcune strutture in dotazione già esistenti o di prossima realizzazione. un esempio concreto di sviluppo sostenibile di quanto l'ambiente presenta. «dall'agosto scorso sono state organizzate visite naturalistiche con la partecipazione mia e dei miei collaboratori, tra cui gianni calende, veterano della riserva e esperto di tematiche naturalistiche - spiega pedroni -. l'affluenza alle visite guidate, è stata soddisfacente, con una media di circa 50 visitatori per uscita. interessante l'originale impostazione della didattica - aggiunge -, focalizzata sulle curiosità botaniche per i più piccoli e sul relax per tutti in un ambiente particolarmente suggestivo. durante le scorse vacanze natalizie si è pensato di proporre alcune passeggiate invernali nella riserva. non potendo tuttavia ammirare le fioriture primaverili ed estive, è stata data l'opportunità ai partecipanti di osservare da vicino alcuni rapaci diurni e notturni dell'osservatorio eco-faunistico alpino con dimostrazioni di volo». forse proprio grazie a questa “novità”, la partecipazione è stata inaspettata, con oltre settanta visitatori per passeggiata tra cui famiglie con bambini, nonni, giovani studenti, fotografi e appassionati naturalisti in genere provenienti con i loro mezzi non solo dalla vicina aprica, ma anche direttamente da altre località in valtellina e valcamonica. «l'intenzione è quella di portare gran parte dei visitatori dell'osservatorio eco-faunistico alpino anche nella riserva di pian di gembro, comprese le scolaresche come già avvenuto l'autunno scorso ed in programma regolarmente dal prossimo mese di maggio - prosegue il biologo -. ho accettato di ritirare la gestione del settore didattico naturalistico, soprattutto per collaborare con la comunità montana alla valorizzazione eco-turistica della riserva al fine sia di aumentare i visitatori, sia di creare indotto per le realtà imprenditoriali locali, sia di conservare l'area stessa». per il futuro, inoltre, si vorrebbe ampliare ed attrezzare l'itinerario didattico già esistente, magari anche al di sopra della palude, grazie ad alcune passerelle in legno all'uopo predisposte, ubicare alcune bacheche con cartellonistica appropriata e allestire degli anfibiari all'aperto dove poter ammirare con certezza gli anfibi locali oltre alle numerose e rare specie di libellule presenti spontaneamente. «si è ipotizzata, addirittura, la realizzazione del nuovo centro visite esclusivo con terrazza panoramica sulla torbiera anche per l'osservazione di rari volatili selvatici stagionali - continua pedroni -. l'allestimento del centro visite contemplerà alcuni paludari già acquistati dalla comunità montana, una sala espositiva con stereomicroscopi e proiezioni “no stop” a richiesta. il massimo delle aspettative - conclude -sarebbe poter ripristinare per un breve tratto il “trenino della torba” e, magari, una zattera sul canale di accesso al lago, da mettere a disposizione di tutti i visitatori. grazie a questi interventi la riserva naturale potrà essere visitata da migliaia di fruitori senza intaccare in nessun modo le bellezze naturali del luogo e la gestione e raggiungere un'indipendenza economica». clara castoldi


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