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L'amore sotto le stelle
2 Allegato/i
In un giardino di palazzo Besta pieno zeppo di persone ormai abituate all’appuntamento della notte di S. Lorenzo a Teglio – il cielo era nuvoloso, ma fortunatamente non è piovuto e la temperatura era mite – martedì sera è andato in scena l’amore con "Poesia e musica sotto le stelle”. L’amore cantato, suonato, parlato: quello del tenore Diego Bragonzi Bignami e della “compagna” artistica Maria Silvestrini al pianoforte, quello della scrittrice Cinzia Demi nelle sue delicate e profonde poesie. Nella serata - promossa da biblioteca comunale Elisa Branchi di Teglio con il Comune, Incontri di civiltà, l’Accademia del pizzocchero, il Centro Tellino di Cultura e la Soprintendenza per i Beni Architettonici di Milano – Bragonzi Bignami, habitué tellino per le sue partecipazioni alle due edizioni del festival teatrale, ha dato il meglio di sé. Di professione terapeuta teatrale, attore diretto da Dario Fo e Paolo Rossi per citare due nomi importanti, vincitore nel 2007 in America dei Grammy Awards con il brano “Dulcis Maria”, l’artista ha tralasciato l’aspetto recitativo martedì sera per privilegiare quello canoro dove dimostra sicuramente una maggiore capacità e una potenza vocale indubbia. Sua matrice è quella di alleggerire la lezione lirica con battute, risate “in canto”, espressioni del viso buffe che hanno fatto pure divertire il pubblico, oltre alla dote di improvvisare facendo il verso ad un fastidiosa moto che, passando, ha rubato la scena “sonora” allo spettacolo. Bragonzi Bignami, accompagnato al pianoforte dalla sicura Silvetrini nativa di Chiuro ora operante a Parigi, ha proposto un viaggio nelle storie amorose dal Don Sebastiano di Donizetti alla Serva padrona di Pergolesi con una Rita volitiva e il messaggio “si può picchiar d’amore, ma non accoppar” che ha suscitato ilarità nel pubblico. Dalla lirica al mito di Orfeo ed Euridice, a brani come “Sunday”, “Grazie alla vita” intermezzati dalla ricostruzione amorosa da ieri a oggi, quando per lasciarsi basta un sms con scritto: “Non mi piaci più”. Particolarmente gradevole l’intervento di Cinzia Demi, che dopo aver presentato ad un folto pubblico nel pomeriggio il libro su Caterina Sforza, alla sera ha interpretato con emozione alcuni suoi componimenti sulla poesia come accoglienza. “Il tratto che unisce” è infatti il titolo della raccolta dove la poetessa ricerca quell’unione fra chi legge, chi scrive e chi ascolta. Unione che, martedì sera, è stata raggiunta.
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