Abriga.it
30-10-14, 21:33
Presentato oggi in conferenza stampa il programma PIPPI: «Ideato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Laboratorio di ricerca e intervento in Educazione Familiare dell'Università di Padova è un progetto rivolto ai minori, che sul nostro territorio vede la collaborazione e il coinvolgimento di diversi enti tra cui l'Ufficio di Piano, le scuole, la cooperativa Ippogrifo, l'Asl» ha spiegato l'assessore comunale ai Servizi sociali Loredana Porra.
PIPPI si propone con linee d'azione innovative nel campo dell'accompagnamento della genitorialità vulnerabile e si iscrive nelle linee sviluppate dalla Strategia Europa 2020 per quanto riguarda l'innovazione e la sperimentazione sociale.
«Il progetto, che come Ufficio di Piano nasce in accordo con tutti i 22 comuni che rappresentiamo, si rivolge ai bambini e alle famiglie che stanno vivendo difficoltà educative. PIPPI è un programma educativo interdisciplinare che si sviluppa con la voglia di sperimentare strumenti innovativi» ha continuato Luca Verri, responsabile Ufficio di Piano.
«Una sperimentazione nazionale, oggi alla sua terza annualità, che vuole modificare le modalità di intervento verso le famiglie vulnerabili: con PIPPI al centro ci sono le famiglie e le loro potenzialità; il progetto, infatti, prevede l'attivazione di una serie di supporti capaci di sostenerle e aiutarle - ha commentato Barbara Negri, coordinatrice servizi sociale di base tutela minori, Ufficio di Piano -. PIPPI ha previsto una fase molto intensa di preparazione e di formazione di tutti i professionisti coinvolti, alla quale è seguita l'individuazione delle 10 famiglie che partecipano alla sperimentazione di quest'anno» ha concluso.
«PIPPI è un progetto che mette il bambino al centro e la sua famiglia è protagonista attiva. Prevede 4 dispositivi: l'educativa domiciliare, il sostegno sociale con famiglie d'appoggio, gruppi con i genitori e il partenariato tra famiglia, scuola e servizi» ha spiegato Katiuscia Patalano, assistente sociale.
«PIPPI è una scommessa sul pensare di fare insieme: noi siamo pronti e stiamo lavorando con entusiasmo perché siamo convinti che solo l'azione sinergica di ciò che ruota intorno al bambino può contribuire al suo benessere. PIPPI è innovativo perché ha un metodo innovativo» hanno spiegato i rappresentanti delle scuole presenti tra cui Raffaella Giana, dirigente Istituto Comprensivo Paesi Retici, Luisa Benzoni, dirigente Istituto Comprensivo Berbenno di Valtellina, e l'insegnante Annarita Fumarola.
E ha sottolineare la validità del progetto anche Daniela Gianatti, psicologa della Neuropsichiatria Infantile Aovv, Stefania Moltoni, psicologa del Consultorio, e Daniela Prandi, Servizio Famiglia e Consultorio Asl,: «Sono tante le patologie infantili associate a un disagio familiare. In questo senso PIPPI ha diversi punti di forza che lavorano per risolvere questi problemi: vede le risorse delle famiglie e dei bambini, mette al centro la famiglia in un'ottica di responsabilità ed è un programma con un tempo di sperimentazione di un anno, fattore che ci permette di misurare e quantificare i risultati» hanno commentato.
Partner attivo del progetto anche la Cooperativa Ippogrifo che si occuperà del: «Reclutamento delle famiglie d'appoggio e dell'educativa domiciliare, grazie al nostro personale» ha concluso Liliana Dell'Oca.
PIPPI si propone con linee d'azione innovative nel campo dell'accompagnamento della genitorialità vulnerabile e si iscrive nelle linee sviluppate dalla Strategia Europa 2020 per quanto riguarda l'innovazione e la sperimentazione sociale.
«Il progetto, che come Ufficio di Piano nasce in accordo con tutti i 22 comuni che rappresentiamo, si rivolge ai bambini e alle famiglie che stanno vivendo difficoltà educative. PIPPI è un programma educativo interdisciplinare che si sviluppa con la voglia di sperimentare strumenti innovativi» ha continuato Luca Verri, responsabile Ufficio di Piano.
«Una sperimentazione nazionale, oggi alla sua terza annualità, che vuole modificare le modalità di intervento verso le famiglie vulnerabili: con PIPPI al centro ci sono le famiglie e le loro potenzialità; il progetto, infatti, prevede l'attivazione di una serie di supporti capaci di sostenerle e aiutarle - ha commentato Barbara Negri, coordinatrice servizi sociale di base tutela minori, Ufficio di Piano -. PIPPI ha previsto una fase molto intensa di preparazione e di formazione di tutti i professionisti coinvolti, alla quale è seguita l'individuazione delle 10 famiglie che partecipano alla sperimentazione di quest'anno» ha concluso.
«PIPPI è un progetto che mette il bambino al centro e la sua famiglia è protagonista attiva. Prevede 4 dispositivi: l'educativa domiciliare, il sostegno sociale con famiglie d'appoggio, gruppi con i genitori e il partenariato tra famiglia, scuola e servizi» ha spiegato Katiuscia Patalano, assistente sociale.
«PIPPI è una scommessa sul pensare di fare insieme: noi siamo pronti e stiamo lavorando con entusiasmo perché siamo convinti che solo l'azione sinergica di ciò che ruota intorno al bambino può contribuire al suo benessere. PIPPI è innovativo perché ha un metodo innovativo» hanno spiegato i rappresentanti delle scuole presenti tra cui Raffaella Giana, dirigente Istituto Comprensivo Paesi Retici, Luisa Benzoni, dirigente Istituto Comprensivo Berbenno di Valtellina, e l'insegnante Annarita Fumarola.
E ha sottolineare la validità del progetto anche Daniela Gianatti, psicologa della Neuropsichiatria Infantile Aovv, Stefania Moltoni, psicologa del Consultorio, e Daniela Prandi, Servizio Famiglia e Consultorio Asl,: «Sono tante le patologie infantili associate a un disagio familiare. In questo senso PIPPI ha diversi punti di forza che lavorano per risolvere questi problemi: vede le risorse delle famiglie e dei bambini, mette al centro la famiglia in un'ottica di responsabilità ed è un programma con un tempo di sperimentazione di un anno, fattore che ci permette di misurare e quantificare i risultati» hanno commentato.
Partner attivo del progetto anche la Cooperativa Ippogrifo che si occuperà del: «Reclutamento delle famiglie d'appoggio e dell'educativa domiciliare, grazie al nostro personale» ha concluso Liliana Dell'Oca.