Abriga.it
24-08-14, 09:31
«Noi, in Val Belviso, di sicuro non ci torneremo più. E’ vero che abbiamo parcheggiato dove c’era divieto, ma ci bastava una sanzione, non di ritrovarci con due gomme tagliate e un danno di 500 euro».
Parlano i coniugi della provincia di Bergamo che raccontano la brutta esperienza che hanno vissuto in Val Belviso, nel territorio comunale di Teglio, nei giorni scorsi. E avvisano altri turisti come loro di stare ben attenti.
Marito e moglie sono partiti domenica scorsa dal loro paese in provincia di Bergamo intenzionati a fare un’escursione fino al rifugio Tagliaferri partendo dalla Val Belviso. «Verso mezzogiorno di domenica siamo arrivati in Valle alla base della diga di Frera – spiegano i due escursionisti -. Abbiamo posteggiato vicino alla casa del custode della centrale, vicino ad un cancello dove erano posteggiate altre sette o otto auto. A dire il vero abbiamo visto il cartello di divieto, ma altre persone che passavano ci hanno rassicurato che potevamo lasciare la nostra jeep. Così abbiamo fatto e siamo partiti per la nostra gita che ha richiesto 4 ore di cammino». I due trekker hanno raggiunto il rifugio Tagliaferri, hanno trascorso la notte e il giorno seguente, più o meno alla stessa ora, sono ritornati all’area dove avevano lasciato il loro mezzo. Sono saliti sulla jeep Pajero, hanno fatto qualche metro e si sono resi conto di non poter proseguire: due gomme erano a terra, tagliate. «In Val Belviso non c’è rete e, dunque, non sapevamo proprio come fare – racconta la moglie -. Mio marito si è incamminato e ha dovuto raggiungere a piedi il primo rifugio, il rifugio Cristina, dove ha ricevuto aiuto dai gestori e dai villeggianti che soggiornavano in valle. Un turista come noi ci ha prestato una gomma di scorta, mentre con il telefono del rifugio siamo riusciti a telefonare all’assicurazione per l’assistenza». A quel punto l’escursionista è stata accompagnato alla macchina da turisti di buon animo. Una volta cambiate le gomme, i due bergamaschi sono riusciti a raggiungere il primo gommista, sostituire una delle due gomme in modo da restituire quella prestata al suo proprietario, riparare quella rotta e ripartire per casa dove sono arrivati a sera inoltrata. Un’avventura durata dieci ore grazie all’atto vandalico di qualcuno e che costerà alla coppia all’incirca 500 euro. «Eravamo in divieto di sosta, ma bastava una multa, non questo trattamento – affermano -. In Val Belviso ci hanno detto che ci sono anche rivalità fra cercatori di funghi, ma arrivare a questo punto ci sembra un’assurdità. Ho chiesto in Comune a Teglio e mi hanno detto di rivolgermi ai Carabinieri. Beh, noi non ce l’abbiamo con nessuno, ma vogliamo solo rendere noto il vandalismo di stiamo restati vittime, perché se è successo a noi potrebbe succedere a qualcun altro, e ringraziare le persone favolose che ci hanno aiutato».
Parlano i coniugi della provincia di Bergamo che raccontano la brutta esperienza che hanno vissuto in Val Belviso, nel territorio comunale di Teglio, nei giorni scorsi. E avvisano altri turisti come loro di stare ben attenti.
Marito e moglie sono partiti domenica scorsa dal loro paese in provincia di Bergamo intenzionati a fare un’escursione fino al rifugio Tagliaferri partendo dalla Val Belviso. «Verso mezzogiorno di domenica siamo arrivati in Valle alla base della diga di Frera – spiegano i due escursionisti -. Abbiamo posteggiato vicino alla casa del custode della centrale, vicino ad un cancello dove erano posteggiate altre sette o otto auto. A dire il vero abbiamo visto il cartello di divieto, ma altre persone che passavano ci hanno rassicurato che potevamo lasciare la nostra jeep. Così abbiamo fatto e siamo partiti per la nostra gita che ha richiesto 4 ore di cammino». I due trekker hanno raggiunto il rifugio Tagliaferri, hanno trascorso la notte e il giorno seguente, più o meno alla stessa ora, sono ritornati all’area dove avevano lasciato il loro mezzo. Sono saliti sulla jeep Pajero, hanno fatto qualche metro e si sono resi conto di non poter proseguire: due gomme erano a terra, tagliate. «In Val Belviso non c’è rete e, dunque, non sapevamo proprio come fare – racconta la moglie -. Mio marito si è incamminato e ha dovuto raggiungere a piedi il primo rifugio, il rifugio Cristina, dove ha ricevuto aiuto dai gestori e dai villeggianti che soggiornavano in valle. Un turista come noi ci ha prestato una gomma di scorta, mentre con il telefono del rifugio siamo riusciti a telefonare all’assicurazione per l’assistenza». A quel punto l’escursionista è stata accompagnato alla macchina da turisti di buon animo. Una volta cambiate le gomme, i due bergamaschi sono riusciti a raggiungere il primo gommista, sostituire una delle due gomme in modo da restituire quella prestata al suo proprietario, riparare quella rotta e ripartire per casa dove sono arrivati a sera inoltrata. Un’avventura durata dieci ore grazie all’atto vandalico di qualcuno e che costerà alla coppia all’incirca 500 euro. «Eravamo in divieto di sosta, ma bastava una multa, non questo trattamento – affermano -. In Val Belviso ci hanno detto che ci sono anche rivalità fra cercatori di funghi, ma arrivare a questo punto ci sembra un’assurdità. Ho chiesto in Comune a Teglio e mi hanno detto di rivolgermi ai Carabinieri. Beh, noi non ce l’abbiamo con nessuno, ma vogliamo solo rendere noto il vandalismo di stiamo restati vittime, perché se è successo a noi potrebbe succedere a qualcun altro, e ringraziare le persone favolose che ci hanno aiutato».